sabato 13 aprile 2013

cause vinte

è tardi, ma non resisto alla tentazione. domani ciclobby organizza un tour cittadino in bici alla scoperta dei cinema ormai chiusi. l'escursione è organizzata in collaborazione con il comitato che sta cercando di salvare il cinema manzoni. il ritrovo è alle 14.45 in piazza oberdan, la partenza alle 15, il rientro alle 17.45. credo sia l'appuntamento più "resistente" degli ultimi tempi a milano: andare in bici alla scoperta di cinema che non ci sono più, ovvero trovare tempo per due cause forse perse (il ciclismo urbano e il cinema al cinema) con l'orgoglio di crederle ancora da combattere (e tali sono).

organizza l'architetto pierfrancesco sacerdoti, i contatti sono segreteria@ciclobby.it oppure 0269311624 (ma credo che, a questo punto, sia meglio tentare di iscriversi alla partenza). costo, 1 euro.

per cultori: il festival del cinema chiuso...

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte: dal 9 al 16 maggio, ingressi al cinema scontati

silvio soldini oggi in cineteca per il festival del cinema italiano a milano

qui tutto il programma del festival

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venerdì 12 aprile 2013

agenda



assassine, di patrick grandperret, un film francese del 2006, inedito, per occhi molto curiosi. occasione per scoprire uno dei cineclub più sperimentali di milano, perché punta su titoli poco noti o mai distribuiti. domenica sera alle 21.15 in via de castilla 8.

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giovedì 11 aprile 2013

i bambini fanno male

tutto parla di te, di alina marazzi, con charlotte rampling, elena radonicich, valerio binasco (83', ita, 2012) - al cinema anteo -

vetrinometro: cinque vetrine


"i bambini sono più forti di noi"
(da tutto parla di te)

i sensi di colpa, la rabbia verso il bambino, la sensazione di essere sole, il corpo che cambia: il lato oscuro della maternità in un film svuotato di uomini, salvo quelli che legano emma, una delle due protagoniste, a una vita precedente, da danzatrice. ora sepolta sotto gli strilli del bebè. la regista non può che essere la stessa di un'ora sola ti vorrei e del bellissimo vogliamo anche le rose, e il suo un film di donne sulle donne, che alterna finzione a immagini di interviste a giovani madri, oltre a fotografie e a due segmenti di animazione che richiamano quel patchwork che era, appunto, il documentario sulla condizione femminile uscito nel 2007.

qui, però, manca quasi del tutto l'azione, il mettere in scena avvenimenti che costruiscano una storia e un senso, quasi si volesse sottolineare (molto debolmente, però) lo stato di sospensione di emma: ci sono quasi solo gesti minimi, attese, sguardi, voci fuori campo, camminate per torino. la stessa relazione fra pauline (charlotte rampling) ed emma (elena radonicich) passa dalla scoperta reciproca alla tensione in modo improvviso, non giustificato, mentre la prima scava nel proprio passato e la seconda cammina sull'orlo della depressione, come lungo i marciapiedi di una città che non copre, con il suo rumore, il pianto del bambino. dovranno andarsene, entrambe, da quel luogo per ritrovare loro stesse - emma finalmente sceglie dei vestiti per sé, davanti allo specchio -, per comprendersi l'una con l'altra. e per fare i conti, una con la propria madre, l'altra con il ruolo di madre. un film fragile, che entra però come uno spillo nel cuore dello spettatore. uomo.

il sito del film

il trailer del film

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte: il cinema italiano visto da milano, allo spazio oberdan e non solo

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lunedì 19 novembre 2012

giorni

per me non sono giorni per parlare di cinema. torno al più presto. scrivetemi, se vi va. grazie





venerdì 16 novembre 2012

agenda


da domani, sabato 17, una rassegna di cinema per bambini in via oxilia a milano (uno dei migliori cinema di quartiere a milano, per offerta e accoglienza della sala).

trovate il programma anche qui

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giovedì 15 novembre 2012

per cultori

il sorpasso - i filobus sono pieni di gente onesta, di oreste de fornari, edizioni carte segrete, roma, 1992

ai cultori de il sorpasso, di risi, che ha compiuto quest'anno mezzo secolo (ben portato), ma anche a chi vuole approfondire i temi legati alla commedia all'italiana, segnalo questo libro che mi ha fatto l'occhiolino alla libreria dello spettacolo di via terraggio/corso magenta a milano, facendomi capitolare dopo pochi giorni. analisi di un film-culto, sì, ma non nel senso più tecnico del termine: uscito nel 1992, è più una riflessione, per brevi, incisivi capitoli, su come il sorpasso ha raccontato l'italia dei ruggenti '60, su che cosa significa rivederlo dopo quell'epoca, su come è nato sul set (con aneddoti e curiosità) e, infine, sul suo rapporto con il resto della filmografia di risi. scritto in modo diretto, senza piaggeria, anche graffiando. notevole la rassegna delle recensioni dell'epoca. non entusiaste. come è cambiata l'italia.

merita. 

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mercoledì 14 novembre 2012

la scommessa della settimana



un'estate da giganti, di lanners, al cinema mexico di via savona

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non di solo cinema (vive l'uomo)

nella loro innaturale naturalezza, i giochi di massa sono l'indizio di un regime che non distingue fra sé e la propria rappresentazione. chiamati a disporsi un ordine sulle gradinate dello stadio kim II sung, i cittadini alzano a comando tavole di diverso colore raccolte in una sorta di libro, e così facendo danno vita alle coreografie di cui ciascuno è un tassello colorato, un pixel umano, come si legge nel fumetto di delisle. è una circostanza che sembra rivestire un cruciale ruolo simbolico: il suddito è ciò che rappresenta, cade il confine tra attore e azione, non si allestisce una recita per il regime, ma la recita è il regime e viceversa. un'intelligenza collettiva e invisibile governa ogni singolo atto. si manifesta uno stato mentale che è uno stato mentale.   

da l'impero del mai-corea del nord: realtà, immaginazione e rappresentazioni, di marco del corona e giuseppina de nicola

north korea - a state of mind, imperdibile documentario sui giochi di massa (e non solo) in corea del nord


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martedì 13 novembre 2012

pagliacci

la ballata dell'odio e dell'amore, di alex de la iglesia, con antonio de la torre, carlos areces, carolina bang (spa/2010/107')


la battuta chiave di questo film arriva poco prima del finale. la pronuncia il fantasma di un vecchio clown: "se non puoi farli divertire, falli spaventare". il motto ideale per un pagliaccio triste che diventa belva per amore e vive per riconquistare una bella acrobata. arriverà, in effetti, a incidersi sul volto l'infelicità cui l'infanzia - e un'antica vendetta - lo hanno condannato e si batterà fino all'ultimo con il rivale in amore, un pagliaccio allegro, addirittura sfregiato in una smorfia di gioia perenne. ma - dopo uno spiazzante incipit nei giorni della guerra civile - la vicenda è ambientata nella spagna degli ultimi anni di franco e, fin dai formidabili titoli di testa, pone sullo stesso piano le maschere del circo e della tv con i potenti in uniforme o in abiti ecclesiastici.

perché tutto è doppio: un clown malinconico che diventa una macchina da guerra addobbata di paramenti sacri, un clown amato dai bimbi che beve e picchia la sua donna, un'acrobata innamorata di due uomini, un paese costruito sulla violenza e il disprezzo che distrae la sue gente con i pagliacci. alex de la iglesia aveva 9 anni quando franco morì, nel 1975. evidentemente li ricorda anche lui quei programmi tv che scorrono sui titoli di coda. souvenir di una spagna in cui c'era qualcuno che ti faceva ridere ma, nel frattempo, c'era soprattutto qualcuno che ti faceva vivere in prigionia da decenni.

un film torbido - e non solo per la luce, che restituisce un'epoca - livido, beffardamente iconoclasta, pieno di cinema altrui, da hitchcock a tarantino (ma rivissuto, non citato). non ti lascia per giorni.

il trailer

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte

domani, 14 novembre, la presentazione di tracce.tv, progetto online di documentari sul territorio. appuntamento in cascina cuccagna alle 18 (via cuccagna 2/4, segue degustazione)

l'appuntamento di domenica 18 con le proiezioni della scighera: case che resistono, di fantoni minnella

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