domenica 28 aprile 2013

confesso

padre, mi perdoni perché ho tanto peccato

che cosa è successo, figliolo?

ho visto la migliore offerta, del maestro tornatore, e mi sono annoiato.

come è possibile?

massì. va bene la parabola del banditore d'aste disonesto, che crede di saper distinguere il vero dal falso e si costruisce il surrogato del sogno di ogni uomo, un harem di donne che guardano solo lui. surrogato, appunto, congelato, certo, senza contatto, senza pelle, senza numeri di cellulare, ma anche senza compromessi e mancanza di controllo. e va bene il mistero della donna dietro la parete che rompe le sicurezze del misantropo, insinuando il sogno di una stagione inattesa tra le rughe di una corazzata mezza età (come a luchini ne le donne del sesto piano, altro film in cui un edificio diventa scatola a sorpresa con l'amore dentro).  ma...

ma cosa? dov'è il tuo peccato, figliolo?

ma. ma che cinema pomposo, inamidato, che sfiora il morboso e l'inquietante ritirandosi per tempo in ossequio al pubblico dabbene. ma che invadente colonna sonora, che ti segue pure fuori dalla sala, tanto che riscopri con sollievo il fragore dei tram. ma come è ripetitivo lo schema maestro-allievo, banditore-giovane artigiano, in cui il primo costruisce - ingranaggio per ingranaggio - la propria condanna. ma com'è preannunciato l'epilogo... 

quante preghiere devo dire?

treninellanotte@gmail.com

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