venerdì 22 giugno 2012

c'eravamo tanto amati


monetine

non me lo dovevano riaprire...


che cosa, caro?


il canale di suez. ma come? prima me lo chiudete e poi me lo riaprite, proprio nel momento in cui sto speculando sulla benzina. allora ce l'avete con me...



alberto sordi e leonora ruffo in il vedovo, di dino risi, 1959

camminando

per la serie ne ho sentito parlare, ma chissà come si fa a vederlo, lunedì 25, al mexico di via savona 57, proiettano cielo senza terra, di giovanni maderna e sara pozzoli, che racconta una camminata in montagna di un padre e di suo figlio (8 anni pieni di curiosità), in un lungo dialogo che tocca temi privati, la cronaca di tutti (la battaglia degli operai della innse saliti su un carroponte nel 2009) e la memoria (legata alla musica, il progressive rock italiano in particolare). a qualcuno sembra un po' folle? megliopotete parlarne direttamente con il regista, che sarà presente alla proiezione. ingresso, 5 euro.

una scheda e un brano del film

una recensione del film, curata da sentieri selvaggi

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: tutto sul festival del cinema gay lesbo al teatro strehler di milano, fino al 28 giugno.

sulla pagina facebook del festival, si possono vincere ingressi gratis per la rassegna "uncut", dedicata a cinema e censura: bisogna rispondere esattamente ad alcune domande di cultura cinefila...

le rassegne di cinema all'aperto a milano e dintorni...

treninellanotte@gmail.com

lavorare per vivere

se siete arrivati al punto in cui vi viene il sospetto che viviamo per lavorare (e non lavoriamo per vivere). ma anche se volete frequentare un regista italiano che riesce ancora a essere provocatorio a trent'anni dalla sua morte. da non perdere, domani, sabato 23 giugno alle 17.30 e 21.15 (e in successive proiezioni fino all'8 luglio), il bellissimo i giorni contati, diretto nel 1962. e proposto dalla cineteca di viale vittorio veneto nella copia restaurata dal museo del cinema di torino.

protagonista un formidabile salvo randone nel ruolo di uno stagnaro (la stessa professione del padre di petri) che, colpito dalla morte violenta di un uomo, decide di smettere di lavorare e di provare a riprendersi la propria vita, gli affetti, il passato. petri, in un primo tempo, aveva in mente di affidare il ruolo a totò. ne sarebbe nato un altro film. scrivendo queste righe, mi viene in mente che i giorni contati rimanda a un altro bellissimo film sul non lavoro, a tempo pieno di cantet. ma questa, è un'altra storia. e, soprattutto, un'altra mia fissazione.

il sito dedicato a elio petri

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giovedì 21 giugno 2012

lo chiamavano drago

... ma, a proposito di architettura, l'appuntamento più attraente per chi, nel vero spirito di treninellanotte, oltre ai film (e ai documentari) vuole scoprire anche la città, è fissato per sabato 23, dopodomani, al "laboratorio di quartiere giambellino", di via odazio 7, dove, al termine di il giambelico del mondo, una festa con baratto, performance artistiche, cena e giochi, verrà presentato il film di immaginariesplorazioni entroterra giambellino. immaginariesplorazioni è un laboratorio artistico sulle periferie, che in questo caso ha realizzato un documentario su come è cambiato il panorama urbanistico e umano di uno dei quartieri più popolari di milano, quello che ha ispirato la ballata del cerutti gino di gaber. in cui si parla, non a caso, di un piccolo delinquente locale. una zona, tra l'altro, di cui si occupa da tempo, e bene, un blog che vi segnalo.

il documentario racconta la trasformazione di questo quartiere ricco di storia (dalla rapidissima crescita edilizia, su quello che era un terreno fertile, alla formazione del primo nucleo delle br, dal boom dell'eroina all'immigrazione extracomunitaria: ma qui è nato anche vallanzasca) e verrà proiettato alle 21. alle 18.30, invece, presentazione del libro nella tana del drago, dedicato proprio alla storia del giambellino. e un po' al cerruti, che lo chiamavano drago...

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costruendo

post lampo per segnalarvi la rassegna che la cineteca di milano (viale vittorio veneto 2) dedica al rapporto fra cinema e architettura. e che termina l'8 luglio. è l'occasione per (ri)vedere, se non altro, il ventre dell'architetto, di greenaway, notevole regista-pittore inglese che ragiona sull'arte, il suo senso, i suoi inganni. e sulla condizione dell'uomo, dipinta con sarcasmo e pessimismo.

qui trovate il programma completo.

e dopodomani, sabato 23, sempre in cineteca, il bellissimo film di petri i giorni contati, con salvo randone, alle 17.30 e alle 21.15.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: tutto sul festival del cinema gay lesbo al teatro strehler di milano, fino al 28 giugno.

sulla pagina facebook del festival, si possono vincere ingressi gratis per la rassegna "uncut", dedicata a cinema e censura: bisogna rispondere esattamente ad alcune domande di cultura cinefila...

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mercoledì 20 giugno 2012

nel buio vediamo meglio. noi stessi, almeno

c'era una volta in anatolya, di nuri bilge ceylan, con yilmaz erdogan, taner bilser, firat tanis (tur/2011/150') - al cinema anteo

un poliziesco che comincia con la ricerca di un cadavere e finisce con un'autopsia. il corpo che tutti cercano si rintraccia, la verità, invece, avrà bisogno di più tempo. e non sarà nitida, malgrado il finale richiami alla mente quei telefilm in cui la prova di un delitto brilla da una fiala per laboratorio.

il fatto è che qui non ci sono laboratori, ma campagna a perdita d'occhio (filmata e fotografata magnificamente), un luogo misterioso dove è difficile definire il confine fra i villaggi, le pietre hanno forma di volto, ragazze belle come divinità illuminano la notte senza luce elettrica e la coscienza materializza fantasmi. e in realtà c'era una volta in anatolia si traveste da poliziesco per raccontare altro: la banalità del crimine, la rete di segreti e bugie che stringe le persone, le radici oscure e violente di una terra per soli uomini che intanto guarda all'europa (e al futuro). ma anche la foschia che avvolge il passato e richiede tempo per capire (o sospettare) come realmente siano andate le cose. più che un'indagine di polizia, del resto, questa è un indagine sugli uomini che la conducono, che si scoprono fra loro e si guardano dentro in un altopiano buio e magico, oltre la civiltà, un posto in cui si materializzano istinti, paure, rimorsi. tutto ciò che di giorno sappiamo nascondere, ma che di notte riemerge e sfugge.

girato nel cuore dell'anatolia dal regista del bellissimo uzak, che mi aveva fatto innamorare di fatma ceylan, è una tragedia in tre atti dai tempi dilatati e dai volti che sembrano romanzi. e chiede allo spettatore di osservare bene. le apparenze e ciò che esse nascondono. almeno, fin dove ci si può spingere.

un'intervista al regista (da amicinema.it)

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte - le rassegne di cinema all'aperto a milano e dintorni...

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martedì 19 giugno 2012

pagine

per cultori, cinelettori, neofiti affamati: stasera alle 19, al cinema anteo di via milazzo, presentazione del libro videocronenberg, di claudio bartolini: appuntamento in sala cento, ingresso libero. il libro è pubblicato da bietti e analizza la filmografia del regista di videodrome, a dangerous method e cosmopolis.


partecipano giulio sangiorgio di film tv e il saggista massimo zanichelli.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: rimandata la seconda serata, prevista oggi, della rassegna de la scheggia dedicata al fumetto.


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lunedì 18 giugno 2012

sotto le stelle

dopo l'arianteo, apre anche l'arena estiva di sesto san giovanni, con un programma molto ricco. a partire dal 29 giugno, alla villa visconti d'aragona, una cinquantina di film a 5 euro l'uno (ma con la tessera fedeltà, ogni 5 ingressi uno è omaggio). si comincia il 29, appunto, con the artist, di hazanavicius, che verrà ripetuto il 7 agosto.

nella serata inaugurale verrà anche presentato il libro cine qua non - titoli di testa, di alberto de maria. il bar propone prodotti del commercio equo e solidale. tra i titoli, pure qualche proposta particolare come io sono li, di segre (il 30.6), la siciliana ribelle, di amenta (il 26.7 - con presentazione a cura del presidio di libera a sesto), il castello nel cielo, di miyazaki (25.8) e film tutt'ora in sala come marilyn (il 2.8), oltre ad anteprime come monsieur lazhar, di falardeau (il 28.8), candidato all'oscar.

ma la rassegna non si limita ai film. offre infatti una serie di appuntamenti collateraliqui elencati, che trasformano le singole pellicole in un "ponte" gettato verso altre forme d'arte. e, quindi, sono in arrivo performance teatrali, concerti, proiezioni di cortometraggi, installazioni.

qui trovate il calendario, il link per scaricare la tessera fedeltà e le schede dei film.

organizza il cinema rondinella.

qui, invece, una pagina di link ad altre arene estive dell'hinterland milanese.

e purtroppo, come vedete, a bologna hanno più coraggio (o sono più cinefili) di noi

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte - il bellissimo sette opere di misericordia, dei gemelli de serio, domani 12 giugno alle 19 e alle 21 al cinema palestrina.


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domenica 17 giugno 2012

e(state) al cinema

rassegne estive di cinema al via non solo a milano. qui vi segnalo quella di rho, che prevede (ancora) sei film: prossimo appuntamento mercoledì 20 e giovedì 21 con diaz, di vicari.
seguono, tra gli altri, quasi amici di nakache e toledano e cosa piove dal cielo?, di borensztein.

appuntamento alle 21 all'auditorium di via meda, l'ingresso costa 6 euro ma con 14 euro ve li vedete tutti. si prosegue fino al 26 luglio.


cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte - la settimana in cineteca, da pollack a greenaway


paradiso amaro, di payne all'apollo martedì 19 e cesare deve morire, dei taviani, all'anteo giovedì 21, a 2,50 euro per la rassegna rivediamoli


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la guerra è vinta

la guerra è dichiarata, di valerie donzelli, con valerie donzelli, jeremie elkaim, brigitte sy (fra, 2011, 100') - al cinema eliseo

inizialmente, c'era la volontà di fare un film d'azione, un film di guerra. da qui il titolo. era l'idea di un gesto, dare l'impressione di aprire una porta per guardare ciò che succede dietro: l'incontro di una giovane coppia a cui succede una vera avventura. è come se romeo e giulietta si fossero incontrati per superare insieme questa prova. abbiamo pensato che fosse solo un film fisico, intenso, vivo.

(valerie donzelli)

una giovane coppia, romeo e giulietta. si guarda, si piace, si unisce. è felice. nasce un bambino, di nome adamo: sembra sano, ma i medici scoprono che è affetto da un tumore. finisce bene? nì. il soggetto è quanto di più rischioso si possa immaginare: potrebbe diventare un ricattatorio film-kleenex, una cinica sceneggiata, un prevedibile apologo sul valore della famiglia.

valerie donzelli e jeremie elkaim, protagonisti e sceneggiatori (ma la regia è di lei) ne traggono invece un film travolgente, ultraromantico, continuamente avvolto da una colonna sonora che rimbalza senza paura dal rock francese anni '60 alle quattro stagioni di vivaldi, passando per l'elettro-punk, bach e una canzone d'amore scritta dai due protagonisti. e da loro interpretata - con una sfrontatezza commovente - per risolvere uno dei momenti a più alto tasso emotivo del film. la guerra è dichiarata è concentrato su come la coppia combatte l'inatteso nemico, ciascuno in modo diverso (irruente lei, più mediatore lui), celebrando l'innamoramento quasi adolescenziale, i sentimenti reciproci e l'esaltazione e l'incoscienza con i quali i due si impegnano per il loro bambino. restando capaci di sottrarlo all'ospedale per una gita al mare o di giocare a calcio sulle neve per ingannare la noia dei giorni di degenza. lo spettatore si appassiona alla sorte di adamo perchè si appassiona alla sorte di romeo e giulietta, che ricordano certi personaggi fiammeggianti di truffaut e gli adulti-bambini ferdinand e marianne ne il bandito delle ore 11 di godard. e del resto, tra voce fuori campo, insegne, automobili e persino medicine colorate, uso della macchina da presa e montaggio, la libertà stilistica di una nouvelle vague "aggiornata" salta agli occhi in fretta. e "solleva" magicamente lo spettatore (ps - pure quel titolo politico sa tanto di cinema d'altri tempi...).

i due autori/attori raccontano, in questa pellicola pluripremiata e girata in digitale con una troupe leggerissima, ciò che è davvero accaduto a loro figlio gabriel. e alla loro relazione. perché la guerra è dichiarata è molto più un film d'amore che un film sulla malattia. ed è un film su come il cinema - fatto, visto - possa rappresentare un'esperienza terapeutica e, forse, liberatoria.

ps - in italia, distribuisce la sacher film di nanni moretti. no, perché poi uno si domanda come mai io sia morettiano...

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte - comincia il cinema all'aperto dell'arianteo 

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