sabato 29 settembre 2012

agenda


diritto di cronaca, di pollack, domani alle 10.30 alla cineteca di milano (per la rassegna cinema e giornalismo)

grazie per la segnalazione agli amicidelcinema

treninellanotte@gmail.com

volate via

un ingenuo e stupido film americano può insegnare qualcosa nonostante tutta la sua scempiaggine e per mezzo di essa. un film inglese imbecille e scaltrito non può insegnare niente. ho spesso tratto un insegnamento da un film americano stupido.
(ludwig wittgenstein)

lo presentai anni fa in un cineforum milanese. ero alle prime armi, uscivo con tre fogli di appunti (oggi, uno) e una carica forse tossica da cinefilo-divulgatore che negli anni sono solo riuscito a truccare. la stessa per cui litigai una sera quando, dopo quella meraviglia di ed wood di burton, due signore mi disserò "embé? a lei è piaciuto, a noi no. quindi?". quindi, se non capisci la bellezza di ed wood, che cosa ci fai in un cinema?

sto divagando. il film di cui parlavo all'inizio è l'incredibile wittgenstein, di jarman, proposto oggi alle 14.30 dalla cineteca di milano (viale vittorio veneto 2). è il ritratto del celebre filosofo, sì, ma dipinto dal visionario regista inglese. basso budget, impianto teatrale, messa in scena quasi astratta però di forte impatto visivo, creatività che fa deragliare le attese comuni dello spettatore. un film lontanissimo dall'idea di biografia romanzata (e pensare che il committente era la tv inglese...). la vita dell'autore del tractatus viene raccontata per capitoli, girati in studio su sfondo nero ma con personaggi e oggetti a colori vivaci. non ricordo come finì quella serata al cineforum, ma non ho dubbi nel consigliarvi questo film. se amate il cinema e siete curiosi, non necessariamente se amate la filosofia.

verrà riproposto anche alle 16 del 13 ottobre. qui il programma della rassegna.

sulla mia copia del mereghetti, wittgenstein di jarman viene dopo witness - il testimone, di weir e prima di w la foca, di cicero. li ho visti tutti e tre. e che si sappia in giro.


cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte - le avventure di pinocchio, di comencini, domenica 30 alle 14.30 alla cineteca in una rassegna con altri titoli molto interessanti

vatel, di joffé, domani, domenica 30, in via zanzottera 14, per la rassegna su cibo e società. ore 15.30, ingresso libero (o ingrasso libero, in questo caso).

il festival del cinema palestinese all'anteo, da lunedì 1. proiezioni e incontri con i registi

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venerdì 28 settembre 2012

monetine


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baggio a video armato

dopo il revival, ora siamo al contro-revival, perché la moda di recuperare il cinema italiano degli anni '70, intendo quelle delle commedie sporcaccione, sta trovando più agguerriti detrattori. e pure grandi firme del giornalismo cinefilo che si oppongono. polvere erano e polvere torneranno a essere, dunque scuotiamocela dai calzari e andiamo via. si vede che ho studiato dai gesuiti. male.

eppure, almeno un altro aspetto di quel periodo, cioè il poliziesco italiano, resta un terreno di continue esplorazioni e un bellissimo esempio di cinema artigianale. oltre alla fotografia di un'epoca. di più: riesce a ispirare i filmaker (o gli aspiranti tali) dei nostri giorni. lo dimostrano gli amici di baggio all'aria, che propongono una rassegna di film a tema, con ancora tre appuntamenti, il giovedì sera alle 21 (purtroppo è già passato milano criminale). qui trovate il programma. in particolare, credo meriti la banda del brasiliano, un fattoincasa d'assalto, 2000 euro di budget, devozione per il poliziesco, citazioni come piovesse. poi, fatto in casa fino a un certo punto, visto che nelle location leggo che si va da prato a napoli. sarà proiettato l'11 ottobre.

ma è interessante anche il progetto di baggio all'aria, di cui avevamo già parlato, perché l'idea è quella di utilizzare il cinema - e con scelte non comuni, non il tradizionale cineforum - per mescolare umori e persone di una zona che racconta la pancia di milano più di qualunque montenapo. infatti, seguendo uno stile che quest'estate è tornato di moda, la rassegna si svolge nei cortili del quartiere, in forma itinerante, anche se si è assicurata un luogo al coperto in caso di pioggia.

merita un salto anche solo per conoscere chi crede ancora che il cinema sia vivo. intendo, fatto per persone vive.

il gruppo fb dell'iniziativa

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte:

il programma di ottobre del gruppo amicidelcinema. primo film, mercoledì prossimo, reality, di garrone

il documentario l'economia della felicità in arrivo l'1 e 2 ottobre all'odeon di milano (ma anche a rozzano e vimercate)

presto a milano il film festival dedicato alla bicicletta

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giovedì 27 settembre 2012

se non ci incontro avventure

se all'uomo in questa vita non ci incontro avventure, non ave niente darraccontare

(vincenzo rabito)

il cinema mexico, che anni fa scommise su il vento fa il suo giro, di diritti e ne fece nascere un piccolo oggetto di culto (anche perché antonio sancassani, gestore della sala, "fiutò" il successo malgrado i primi magri incassi), continua ad andare a caccia di perle. lunedì 1 ottobre, per esempio, propone terramatta, di costanza quatriglio,

il film è liberamente tratto dalle memorie di vincenzo rabito, un siciliano semianalfabeta, bracciante nato nel 1899 e morto carpentiere nel 1981, che ha lasciato una autobiografia sconfinata (3000 pagine) vergata in una lingua di sua invenzione, espressiva come quella di un cantastorie, che mescola italiano, siciliano e pura creatività linguistica. in quelle 3000 pagine, battute a macchina e tenute insieme da uno spago, ci sono due guerre mondiali e un'infanzia di fame, l'avventura coloniale in africa e una vita spesa per far crescere i figli e far fruttare i campi e il travagghiu. e, soprattutto, la storia di un uomo che ha saputo inseguire un senso di speranza dove altri vedevano solo un destino sporco di terra. 

il volume è uscito per einuadi, diventando un caso letterario. la quatriglio ha poi voluto trarne un film, intessuto di immagini d'archivio, interviste, sperimentazione, musica elettronica. passato dalla mostra del cinema di venezia, sarà nella sala di via savona, appunto, lunedì prossimo alle 21.00, con la presentazione della regista.

da martedì 2 il film sarà in programmazione al mexico, tutti i giorni (escluso giovedì) alle 22.15.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte:

la rassegna dell'area metropolis di paderno dugnano dedicata alle future mamme

il cinema meravigliosamente creativo ed "anarchico" di derek jarman alla cineteca


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mercoledì 26 settembre 2012

cartellone




sei film in uscita venerdì: il più atteso è reality, di garrone, ma più d'uno mi ha parlato bene di elles, della regista polacca malgoska szumowska, con juliette binoche nel ruolo di una giornalista che deve scrivere un'inchiesta sulla prostituzione giovanile. e finisce per mettersi in discussione, non solo come cronista.
ai cacciatori di novità italiane segnalo invece appartamento ad atene, con laura morante, primo lungometraggio di ruggero dipaola, di professione avvocato. con il pallino del cinema (e già premiato, almeno nel settore dei corti). esempio di cinema da camera sull'invasione (letterale) di un ufficiale tedesco nella vita e nella casa di una famiglia ateniese, nel 1942.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: sabato 29 settembre, la notte, di antonioni, alla santeria di via paladini. organizza la scheggia in occasione dei 100 anni dalla nascita del regista. ingresso 2 euro più tessera.

la ballata dei precari, commedia corale sui lavoratori a termine, domani sera (giovedì) alle 21.15 al rondinella di sesto san giovanni, nell'ambito del festival su cinema e lavoro

alcuni cineforum in partenza a milano

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monetine


notare la maglietta

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martedì 25 settembre 2012

realmente esistente

reality, di matteo garrone, con aniello arena, nunzia schiano, nando paone (ita, 2012, 115') - esce venerdì


luciano, un pescivendolo napoletano che campa di vongole e raggiri, partecipa con la sua famiglia a uno di quei matrimoni alla vesuviana, versione moderna e ultra-kitsch di miseria e nobiltà, che garrone aveva già raccontato - da documentarista - in oreste pipolo, fotografo di matrimoni. è li che resta folgorato da enzo, un ex concorrente del grande fratello, missionario della religione del "credete sempre ai vostri sogni", il genere di slogan che potrebbe vomitare simona ventura. quando, spinto dai figli, sostiene un provino per entrare a sua volta nel cast del reality, comincia a credere di poter diventare come l'onnipresente e idolatrato enzo. uno che vola, letteralmente, sopra le teste di tutti, uno che ha successo per come appare non per cosa fa. stregato dal sogno tv, luciano metterà in gioco tutto. entrerà nella casa? diciamo di sì. ma diciamo anche che non lo vedrà nessuno. non si direbbe, eppure la profezia di warhol sui 15 minuti di fama che spettano a tutti, denuncia delle falle.

con le braghe corte, un lucignolo che strilla sempre "never give up" e persino un misterioso grillo in salotto, luciano è un moderno pinocchio paracadutato nell'Italia dei dialetti antichi e dei centri commerciali moderni, del divertimento massificato e dell'arte di arrangiarsi, dei telefonini e dei bambini obesi (di miti e cibi), degli elettrodomestici assurdamente moderni in edifici vecchi e attorcigliati su loro stessi. un'italia in cui entrare in uno show diventa il solo accesso a una vita degna di essere vissuta. la promessa di benessere che lo schermo fa luccicare si trasforma in una bugia ogni giorno più dolorosa (e che il film sottolinea allungando e diluendo un po' troppo...), ma strapparsi all'illusione, rinunciare al paese dei balocchi, è un sacrificio inaccettabile. e pure una vergogna sociale. luciano si convince che la produzione del grande fratello valuti i suoi comportamenti giorno per giorno, spiandolo per strada e sul lavoro e fa di tutto per dimostrarsi un uomo buono, degno del paradiso. il paradiso di canale 5, non quello che annuncia la statua di cristo messa lì, a dominare la piazza su cui si spalanca la sua pescheria. ma in qualcosa bisogna pur credere e anche nella devotissima napoli si cambia referente.

reality, ovvero una forma mediata di realtà, una messa in scena della realtà, luccicante e irresistibile. non a caso il (folgorante) inizio del film, commentato da una colonna sonora da favola nera, vede una carrozza trainata da cavalli bianchi condurre una coppia di sposi alla festa nuziale, ingresso a un carnevale all'insegna del travestimento. anche solo per la distanza fra il lusso - pur osceno - del banchetto e le crepe nel muro della casa e della precaria quotidianità della famiglia di luciano. alla fine di quel banchetto, garrone filma grandi e piccoli che, tornati nella loro abitazione, si svestono e si struccano, come attori a sipario calato. il pescivendolo sarà presto ossessionato dall'idea di essere ammesso a uno spettacolo perenne, di avere un po' di fortuna, di godersi finalmente il problema di avere troppi soldi. e la potenza di quella illusione, del fascino che dona a chi vi cede e a chi ci crede, è resa magnificamente dal regista: di ritorno dal provino che sembra decisivo (e dire che a cinecittà si notava subito un enorme pallone gonfiato...), la famiglia del protagonista viene accolta dagli applausi del condominio, un condominio che pare un teatro. e si inchina, come dopo una commedia ben riuscita.

l'ultima inquadratura, pare abbandonare il nostro eroe a bordo di un'astronave fantasmagorica, incastonata fra i tetti di roma (e, del resto, all'inizio della pellicola, siamo planati su napoli).
ma questo non è un film di fantascienza. è il posto dove viviamo.

chi è aniello arena, un ergastolano che sognava cannes 


cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte - per amanti della montagna e del cinema di montagna: giovedì sera alle 21, al teatro arca di corso XXII marzo 23, proiezione del pluripremiato nanga parbat. qui per saperne di più.

la rassegna su cinema e moda che comincia mercoledì a palazzo morando

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lunedì 24 settembre 2012

buon ascolto

per cinefili dall'orecchio fine. sono già aperte le prevendite online per led zeppelin - celebration day, il film che racconta lo storico concerto della band inglese, tenuto a londra nel dicembre 2007, uno show di reunion che fu visto solo da un "limitato" numero di fan: 18.000 persone stipate nella 02 arena di londra, a fronte di 2 milioni di biglietti richiesti. da quel concerto, denso di pezzi storici, la band ha tratto un lungometraggio che verrà proiettato in una serie di cinema italiani, e in contemporanea mondiale, solo il 17 ottobre. ma, appunto, potete già muovervi ora (a roma ci sono due sale sold out e l'organizzazione ne aggiungerà una, non ho aggiornamenti su milano). qui potete saperne di più.

un omaggio ai cultori...

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte:

il documentario milano criminale giovedì 27 a baggio (via ceriani 13): qui trovate tutto

un cinema veramente sopra le righe: derek jarman all'oberdan (astenersi benpensanti)

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domenica 23 settembre 2012

quello strozzino di mia madre

pietà, di kim ki-duk, con lee jung-jin, joo min-so, gang eun-jin (corea del sud, 2012, 104')

vetrinometro: otto vetrine

anche una madre, vera o presunta, può essere uno strozzino. ti dona la vita e poi ti chiede gli interessi. (ri)compare dopo tanti anni, quando ormai sei diventato il peggio delle tue ferite, ti fa sentire la sua mancanza, ti seduce e infine ti lega al collo un macigno di sensi di colpa. che quella raccontata sullo schermo sia una punizione o una vendetta, una forma di educazione o di giustizia privata, il teorema appare perfettamente riconoscibile al cuore dello spettatore. e lo segna almeno quanto il sangue di gang-do, il giovane protagonista, farà sull'asfalto nell'ultima scena.

pietà ribalta l'immagine della pietà. perché è la storia di una forma di spietatezza. perché è il figlio che prova pietà per questa donna, che si insinua nella sua vita e tira fuori il bambino e l'uomo da un simile edward, cuore di ferro. e perché il calvario del figlio sarà senza redenzione: dal viaggio conclusivo tra le vittime storpiate egli uscirà convinto di non poter risorgere.

e tutto è immerso in un mondo di derelitti, che in officine buie lavorano come schiavi per un benessere perduto, gente che si indebita per sopravvivere o anche solo per poter vivere davvero almeno gli ultimi giorni sulla terra, come l'artigiano che si getta da un edificio. gang-do, che di mestiere mutila debitori per incassare l'assicurazione, risparmia solo un padre che intende tranciarsi una mano per assicurare un futuro al primogenito in arrivo. un bambino da invidiare - spiega il protagonista, orfano dalla culla - perché ha un papà che provvede a lui. gang-do sta pentendosi del male compiuto? no, è già vittima del piano della madre. vera o no, importa relativamente.

sullo scenario di un paese in cui avere o non avere denaro determina tutto, kim ki-duk, ancora una volta, dipinge i nodi, il dolore, l'atrocità dei rapporti umani, delle forme di dipendenza fra le persone. in pietà, inflessibile cinema della crudeltà, ci sono diverse catene. sembrano gli ami de l'isola.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte -

il mio domani, della spada, stasera a sesto san giovanni

la rassegna sul cinema noir da stasera in viale monza

la rassegna su cinema e moda che comincia mercoledì a palazzo morando

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storie vere

sentita ieri, intorno alle 22, alle casse dell'apollo.

coppia di mezza età in coda. lui: "cosa andiamo a vedere, allora? pietà?". lei: "eh, no, quello è un film da primo spettacolo serale. mi hanno detto che è un film pesante, difficile. scusa sai, ma...". poco dopo arrivano alla cassa. lui: "sei sicura?". lei: "massì". 

lui si fa avanti. "per favore, due biglietti per bella addormentata".



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