sabato 16 giugno 2012

berberi (uomini liberi)

per occhi ancora più curiosi. domani, al carroponte di sesto san giovanni, si svolgerà il terzo festival berbero a milano: nell'occasione, oggi dalle 18.00 al ligera di via padova 133, verranno proiettati due film berberi.

la casa gialla (francia/algeria - 2007 - in l.o. con sottotitoli in inglese), premiato a locarno nel 2007 e a milano nel 2008, storia di un padre che, con un piccolo mezzo agricolo, parte dai massicci montuosi dell'algeria orientale per un viaggio dal significato profondamente personale e drammatico (diciamo una storia vera, di lynch alla nordafricana) e il pane nudo (marocco/algeria/italia/francia - 2006 - doppiato in italiano), vincitore di vari premi, tratto da un romanzo autobiografico del 1960 e censurato nei paesi arabi. mette in scena la vicenda di un giovane che, cresciuto nella miseria, studia per diventare maestro.

chi sono i berberi? intanto, non sono i berberi. il nome, che deriva da "barbari", è stato coniato da popoli invasori. il loro vero nome è imazighen, ovvero, uomini liberi.

organizza, la scheggia. ingresso, 2 euro.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: la guerra è dichiarata, di donzelli, al rondinella di sesto s.g.

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la finestra di fronte

per cultori, cacciatori di cinema d'autore, pericolosi perdigiorno. il cinema mexico propone in esclusiva per milano singolarità di una ragazza bionda, di manoel de oliveira, l'ultracentenario regista portoghese che ha già girato il film che si potrà vedere solo dopo la sua morte. e che qui conferma come basti pochissimo per fare cinema, sapendolo fare (si può fare un film su tutto, basta sfogliare il giornale, diceva qualcuno).

il regista di parole e utopia e un film parlato immagina la storia di un giovane che si innamora di una misteriosa ragazza notata affacciarsi, con un ventaglio cinese, al palazzo di fronte al suo ufficio... e racconta la disavventura a una sconosciuta incontrata in treno. da una novella dello scrittore portoghese eca de queiroz.

per chi ama un cinema recitato che filma con grazia e saggezza le (dis)avventure del cuore.

al mexico di via savona, oggi alle 17.20 e alle 19 e poi fino mercoledì 20.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte - 


il futuro della critica web, un dibattito pubblico sul "parlare di cinema" in rete - stasera alle 19 presso l'ex fabbrica ansaldo in via tortona 34, nell'ambito dell'iniziativa i tre giorni dell'oca.

teatro, incontri, cinema nella rassegna 2012 da vicino nessuno è normale all'ex paolo pini di via ippocrate 45

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sullo schermo

in fondo, l'uomo ha sempre voluto scoprire che cosa si nasconde dietro lo schermo e come fanno, quelle strane figure luminose, a muoversi senza cadere giù.

(immagine della grotta delle mani dipinte, in patagonia: le impronte risalgono a 10.000 anni fa)

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venerdì 15 giugno 2012

balloons

tempo, avrei bisogno di più tempo. mi scuso quindi con gli amici de la scheggia, che meriterebbero di più, se non altro perché si distinguono per originalità. stasera, per esempio, inaugurano una rassegna dedicata al rapporto fra cinema e fumetto: quattro appuntamenti fino al 5 luglio con cinque proiezioni, tre mostre, un live painting e un live musicale. ma siccome è la scheggia, a organizzare, i titoli e i temi cercano di sorprendere, non di confermare ciò che già sappiamo. e l'obiettivo è guardare al presente (o al passato prossimo) ma anche all'altro ieri.

stasera alle 21.30, dopo l'inaugurazione di una mostra (18.30, con aperitivo), si comincia con american splendor, di berman-pulcini, biopic (con paul giamatti!) su harvey pekar, inventore, appunto, di american splendor. ma personalmente consiglio anche il doppio appuntamento di martedì 19... ingresso a 2 euro più tessera.

dove? al cubo di via moscova 28.

qui per saperne di più.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte

il programma ufficiale dell'arianteo

il mundial dimenticato, di garzella e macelloni, un insolito documentario calcistico all'apollo

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mercoledì 13 giugno 2012

cavare il molto dal poco

un operaio, inconsapevole spacciatore di una banconota falsa, diventa vittima, ladro, carcerato. e, quando uscirà di prigione, non sarà la stessa persona. una parabola scarna, pessimista e nitidissima sul potere distruttivo del denaro, sulla colpa che chiama colpa, sul disordine della società materialista, una società di vetrine che espongono uomini e merci, e retta - ha scritto qualcuno - "dalla falsità dei soldi e dal caso maligno". ma l'argent è anche l'ultimo film di robert bresson, ispirato al racconto di tolstoj denaro falso, premiato a cannes trent'anni fa, dopo che nessuno aveva voluto finanziarlo e la critica lo aveva snobbato.

lo proiettano, in versione originale con sottotitoli, venerdì sera alle 21.15 alla cineteca di viale vittorio veneto, nell'ambito della rassegna su cinema e psicoanalisi che quest'anno è incentrata sul tema del denaro, e prevede altri due bellissimi titoli, onora il padre e la madre, di lumet il 25 giugno alle 21 e le mani sulla città di rosi, il 4 luglio, alle 21.

ma, al di là del contesto, l'argent è un film da non perdere assolutamente. perché bresson è cinema puro: rigore francescano (basta il trailer?) per raccontare un mondo in cui la stessa comunicazione fra gli uomini è basata essenzialmente sullo scambio di denaro. e sulla violenza che ne discende.

significati precisi dietro un'apparente semplicità, "un film in cui si filma una rapina in mezzo minuto e un assassinio in un'inquadratura e che chiede allo spettatore di cavare dal poco che gli sta davanti il molto che vi è racchiuso", ha scritto morandini.

non mancate, se potete.

cosa c'è da... girare a milano/l'agenda di treninellanotte - un concorso legato a da vicino nessuno è normale: girare un corto in 48 ore e presentarlo il 22 giugno a una giuria di specialisti: qui per saperne di più!

il cinema di fassbinder in rassegna all'oberdan

dal 22 giugno il festival del cinema gay-lesbo di milano

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se telefonando

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francesco



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martedì 12 giugno 2012

prima di andare a lourdes


tu non credi nella scienza, e non credi nelle politiche fondate sul lavoro e non credi neanche in dio. e allora, in cosa credi?


nel sesso e nel decesso.

(da il dormiglione, di allen)

se avete amato allen dalla prima ora, come umberto eco, che all'inizio degli anni '70, quando woody era per pochi, andava con amici a vedere prendi i soldi e scappa e si sentiva parte di un clan privilegiato. se lo avete scoperto con match point e vi siete domandati che cosa avesse fatto prima. se vi siete divertiti con midnight in paris e vi siete domandati che cosa avesse fatto molto prima. se volete riveder scorrere il cinema del genio di manhattan pagina dopo pagina, lungo un filo conduttore meno comune di quanto crediate. o se, semplicemente, pensate che il cinema sia un lettino dello psicanalista, ma meno costoso.

in tutti questi casi, buona lettura di come woody allen può cambiare la vostra vita, firmato dallo psicoanalista svizzero eric vartzbed (archinto, 133 pagine). ovvero, un breviario di psicoanalisi divulgativa scritto riavvolgendo il cinema di allen (ma anche i suoi libri) e toccando i temi che lo innervano. e che riguardano tutti: l'impossibilità di essere felici, i legami con il nostro passato, il rapporto fra realtà e immaginazione, il desiderio e il senso di colpa, il mistero dell'altro sesso. ma anche il caso, il valore dell'arte, la morte.

e, soprattutto. il potere dell'ironia, "un acido che corrode i tabù e le convenzioni", la forza del riso "che crea una distanza fra l'uomo e le sue fissazioni ed è terapeutica, in quanto induce il cambiamento". lezione eterna dell'uomo con gli occhiali dalla montatura forte: sdrammatizzare ci salva. anche quando non sappiamo più chi siamo.

non è un libro di cinema, anche se il cinema - almeno quello di woody - lo conosce, lo possiede, lo riannoda, ma un libro con il cinema, che analizza i film di allen per aiutarci ad analizzare (e a trovare) noi stessi. e a scoprire risposte simili a domande comuni.

si divora.

cosa c'è da vedere a milano/l'agenda di treninellanotte: banditi a milano, di lizzani, mercoledì 13 alle 19.30 al collettivo lambretta, piazza ferravilla 11.

maledimiele, di pozzi, al cinema mexico

la rassegna rivediamoli, film a 2,50 euro all'apollo e all'anteo

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lunedì 11 giugno 2012

preparate l'autan

dal 19 giugno scatta la programmazione dell'arianteo, con quattro schermi invece che tre e due nuove location: palazzo reale e il castello sforzesco. restano conservatorio e umanitaria, scompare - se ho capito bene - l'arena nei giardini di porta venezia.

più in particolare, palazzo reale (dal 19.6 - al 12.9) si dedicherà al cinema da festival, il castello si concentrerà su quello per famiglie ma anche su quello di qualità, in attesa di afferrare il significato del termine (25.6 - 23.9), il conservatorio sull'abbinamento tra cinema e musica, con concerti a tema tenuti da giovani strumentisti (1.7 - 6.9) e l'umanitaria penserà al cinema di nicchia (21.6 - 9.9).

insomma, a giudicare dal comunicato che ho trovato in rete, l'arianteo quest'anno non proietterà vaccate. speriamo.

(date e dati in attesa di conferma)

preparate l'autan, comunque. (qui si parla di una mosca ma comunque è un insetto. e lui è un genio)

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sesso con qualcuno che ami

il mio amico pietro v. dirà che sono dei matti, o degli illusi, o dei perdenti contenti di perdere. se non peggio. ma una vicenda romana è degna di essere rilanciata qui a milano. lo scrivo poche ore dopo una sortita in bici a metà di via padova, dove si nascondeva il cinema zodiaco, un luci rosse infrattato in una galleria che buca i condomini, tra una portineria e un negozio di filatelia (si sa, c'è un vizio per tutti). leggo che lo zodiaco è stato un cinema di seconda visione, dove hanno proiettato a qualcuno piace caldo, butch cassidy e una poltrona per due. oggi è chiuso e passando ho visto solo un motorino parcheggiato vicino alla cassa (fare i guardoni fuori da un cinema porno è squallido, farlo fuori da un cinema porno chiuso è da ricovero).

a milano i cinema muoiono - lo zodiaco è inattivo dal 2009, quando è mancato il proprietario - ma chiudono anche a roma (uno all'anno nello scorso decennio). e così, i ragazzi di slot (progetto di riutilizzo di spazi culturali abbandonati) hanno inventato il festival del cinema chiuso-macine, idea che potrebbe incuriosire i visionari milanesi di macao: si tratta di affiggere nelle bacheche, sulle insegne, sui muri dei cinema abbandonati manifesti creati da artisti per far credere che la sala in questione sia di nuovo in attività. un modo per sottolineare come la chiusura di un cinema (per quante sale si possano aprire tra le friggitorie e le mutanderie di un centro commerciale) sia una perdita per la città e per il quartiere che circonda la sala. e, in generale, per chi ama il cinema, in tutti i sensi. laddove non fosse chiaro il concetto, leggetevi la programmazione - per dire - dell'uni cinema certosa, o provate a vedere un film in una sala minore dell'odeon senza che vi cadano i santissimi e poi mi dite. non è questione di essere snob, è questione di capire dove vogliamo vivere e come.

macine, che nel 2011 si è messo in luce con una serie di iniziative di protesta in concomitanza con il festival del cinema di roma, si fa conoscere attraverso questo sito, su cui trovate anche una mappa dei cinema abbandonati e una serie di schede sulle singole sale. il nuovo appuntamento è per novembre.

immaginare qualcosa del genere a milano? non sono così ingenuo da non sapere che è cambiato il modo di produrre, distribuire, vedere. ma mi ostino a credere che il cinema possa e debba conservare la sua vera natura (la sala, il luogo buio per cui è sempre stato pensato). e apprezzo chi tenta di salvare il salvabile: se non le sale stesse, la tradizione, il valore comunitario, il modo di vedere un film che vi sono custoditi.

per tacere della paura che una città con meno schermi ne tolga, inevitabilmente, al cinema non di cassetta. che non è il demonio, ma non è tutto.

sono degli onanisti, chioserebbe il mio amico pietro v. ma, diceva woody allen, non si deve fare ironia sulla masturbazione. perchè è sesso con qualcuno che amo.

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domenica 10 giugno 2012

monetine

il cinema, come atto d' amore, si fa con qualsiasi cosa ed è fatto di qualsiasi cosa:un fil di ferro, una goccia d' acqua, un tuono lontano, il miagolio di un gatto. tutto può essere punto di partenza o di arrivo. il cinema non è necessariamente un' arte totale (come l'opera) ma è l' arte di far vedere la parte invisibile di ogni cosa.




raul ruiz




la puntata di oggi di chassis, la rubrica di cinema di radio popolare


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