sabato 17 marzo 2012

le cinemerende del sabato

è un po' tardi, ma ne vale la pena. ci sono ancora due appuntamenti con le cinemerende organizzate da la scheggia alla santeria di via paladini 8: ovvero, proiezione di un film (decisamente fuori dagli schemi) e spuntino.

oggi alle 16.30 tocca a christmas on mars, di wayne coyne, bizzarra commedia americana frutto della fantasia della band indie rock dei flaming lips, mentre sabato 31 marzo verrà proposto the cataclysm catechism, di todd rohal, storia della improbabile amicizia fra un giovane prete e un ex rocker, già compagni di scuola.

l'ingresso costa 2 euro (credo con l'aggiunta della tessera de la scheggia che, però, è un "investimento" intelligente, considerata la qualità e l'originalità delle proposte dei ragazzi con base al ligera di via padova).

i film sono in lingua originale, con sottotitoli

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venerdì 16 marzo 2012

prima le donne

è uno dei film che più mi incuriosisce tra quelli che stanno per uscire. ma, sfortunatamente, sono un uomo. perché lunedì 19, alle 15.40 (solito orario per trappisti), all'anteo di via milazzo, sarà possibile assistere gratuitamente all'anteprima del film 17 ragazze, di muriel e delphine coulin, con tanto di lezione di muriel coulin, moderata da gianni canova. l'appuntamento è organizzato dallo iulm e, appunto, è riservato alle donne. bisogna prenotare telefonando allo 02.43912769 (interno 3).

da notare che in varie città italiane le anteprime saranno gratuite per le spettatrici... con il pancione. per esempio, a bergamo, alle 21 del 19, il film viene proiettato al conca verde, con ingresso libero per le future mamme.

proiezioni in anteprima sono previste anche a udine, firenze, bologna e roma.

il film esce in sala il 23 marzo.


cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte - cinema e identità sessuale in una rassegna domenicale al milk di via soperga 36. si comincia domenica 18 marzo alle 16 con la mia vita in rosa, di berliner.


la mostra sulla famiglia nel cinema italiano, a palazzo reale fino al 1 aprile.

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giovedì 15 marzo 2012

gli occhi del mondo a milano

discutevo oggi online con qualcuno che criticava la battaglia per salvare il cinema manzoni di milano dal suo inevitabile destino, quello di diventare un negozio, un market, uno show room, come si dice oggi, in cui tutto si show e c'è sempre meno room per pensare. e si rifletteva sulla necessità di circondare anche gli avvenimenti legati al cinema di una rete di proposte alternative, di occasioni di incontro, di passerelle lanciate verso altri mondi.

qualcosa del genere è già il festival del cinema africano, d'asia e d'america latina, che andrà in scena a milano dal 19 al 25 marzo per la sua ventiduesima edizione. ci sono i film, naturalmente, una settantina, provenienti anche dall'italia, sia perché prodotti da nostri connazionali (come bulaq, di morandini e lucchini, che racconta la rivoluzione d'egitto attraverso il ritratto di un quartiere popolare del cairo), sia perché dedicati al tema dell'immigrazione. come, fra gli altri, il castello, di d'anolfi e parenti, il racconto di un anno all'aeroporto della malpensa, visto con gli occhi di chi vuole entrare o uscire dall'italia e non è detto che ci riesca. senza dimenticare la curt de l'america, di ahmine e cannito, ritratto di una casa di ringhiera di via padova, ieri abitata dagli emigranti italiani che sognavano l'america, oggi da immigrati arabi e non solo che l'america pensavano di trovarla qui.

c'è di tutto, per il resto, musical africani e noir messicani, documentari sulle rivolte che hanno incendiato l'africa e western sociali, commedie commentate dai comici di zelig e storie di mendicanti bambini. oltre a una rassegna nella rassegna, dedicata al razzismo e in programma solo mercoledì 21 al palestrina, dalle 10.

i film vengono proiettati in quattro sale cittadine (il san fedele, lo spazio oberdan, il rosetum e il palestrina) ma il festival punta a coinvolgere molti altri punti di milano: martedì 20, alle 20.45, al negozio chiamamilano di largo corsia dei servi 11, per esempio, verrà proiettato e commentato il documentario sui "nuovi italiani" 18 ius soli (prenotazione obbligatoria a prenotoilcinemino@gmail.com - 0276398628).

e poi, come dicevo, tante iniziative collaterali, come la mostra fotografica good morning africa al casello ovest di porta venezia (sede del festival center e luogo di incontro, ogni mattina, con i registi), un incontro sul rapporto fra wikipedia e la promozione del cinema (domenica 15 marzo alle 15, nella stessa sede), happy hour, appuntamenti sul cibo, spettacoli teatrali.

è interessante l'idea di allestire il "campo base" del festival in un luogo simbolico e centrale come il casello: è l'idea di contaminare la città con il cinema, la stessa alla base, per esempio, del village doc festival alla barona.

i biglietti per i film costano 6 euro, ma ci sono anche tessere da 30 euro che ammettono a tutte le proiezioni.

qui trovate tutto il programma.

la premiazione avverrà sabato 24 marzo alle 20.30 al san fedele

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bugiardi al rogo

tamara drewe, di stephen frears, con gemma arterton, roger allam, bill camp (ing/2010/111')


il genere di commedia che vorrei vedere in italia: feroce, articolata, ben scritta, ben recitata. sulla graticola finiscono tutti: gli intellettuali vincenti e boriosi e quelli perdenti e meschini; la gente di città che non sa vivere in campagna e la gente di campagna che sogna status symbol cittadini; il divismo, la letteratura da bestseller e il gossip; i miti della bellezza fisica, della serenità campestre, del successo letterario e, soprattutto, dell'arte come ricerca della verità. il resto è ritmo, battute taglienti, situazioni dissacranti ma sensate, un epilogo nerissimo. e piccole lezioni di cinema: nicholas nota la bellissima tamara in lontananza, stacco di montaggio, inquadratura delle colline ubertose, stacco di montaggio, ancora nicholas. c'è bisogno di spiegare? 


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mercoledì 14 marzo 2012

disturbante è solo la noia

lasciami entrare, di tomas alfredson, con kare hedebrandt, lina leandersson, per ragnar (sve/2008/114') 

autentico colpo di fulmine. dentro il guscio di un horror con vampiro, un'emozionante love story sul dialogo possibile tra due "diversi" (il ragazzino vessato a scuola e la sua "strana" vicina di casa), tra due "non integrati", affiancati da adulti incapaci di aiutarli e di ascoltarli. perché scegliere una vampira? perché deve aggredire per sopravvivere ed è formidabile l'accostamento con l'amichetto che, invece, è costantemente aggredito: il sangue succhiato per nutrirsi si mescola con quello sparso per difendersi. solo chi ha bisogno di ricorrere alla violenza per sfamarsi può capire e farsi capire da chi subisce violenza ogni giorno. e, in entrambi i casi, "gli altri" non comprendono, non possono comprendere: il massimo del dialogo tra oskar e la madre è fare lo stesso rumore lavandosi i denti. ricordo pochi film recenti così potenti sul tema dell'adolescenza. sotto la neve di svezia scorre una rabbia pronta ad esplodere, la stessa raccontata da tanti bestseller di questi anni. e alfredson gira (e monta gli effetti sonori...) in modo magnifico, un godimento per chi ama il cinema, dimostrando di conoscere il genere ma di saper viaggiare ben sopra la linea del prevedibile. la colonna sonora è da dramma d'amore, la tensione da thriller. un film disturbante? sì, e per fortuna! voglio dire, perché i film devono essere per forza rassicuranti?   



riflessione a margine. ho visto questo film in un cineforum milanese. non importa quale. molti spettatori non più giovani. alla fine, ostilità e commenti desolanti. "è un film che suscita fastidio". tanto pubblico non sopporta ciò che lo conduce fuori dai binari dell'ovvio. lo stesso pubblico che si commuove vedendo il protagonista de le donne del sesto piano avventurarsi su per la scala dietro la cucina - perfetta metafora dei pensieri proibiti - non ha il coraggio di gettarsi su una scala a chiocciola molto più impervia. ma capace di scendere ben più a fondo.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte - da lunedì 19 il festival del cinema africano, d'asia e america latina: qui per saperne di più (ma ci torniamo)

mosse vincenti, di tom mccarthy, giovedì 29 marzo alle 17 e alle 21 al cinema rosetum di via osoppo (ingresso 5 euro, con dibattito).

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martedì 13 marzo 2012

cinepedalate

stasera parliamo di biciclette. e di cinema. e dell'iniziativa di ciclobby, associazione dei pedalatori cittadini. che propone la visione di tre celebri film ambientati a milano e la successiva visita (in bici) ai luoghi di milano dove quei film sono stati girati. si comincia sabato prossimo, 24 marzo, alle 21, con la proiezione di cronaca di un amore, di michelangelo antonioni: il giorno dopo, alle 15, con partenza in piazza duomo, scatterà il "tour" fra gli spazi urbani e i luoghi più significativi che appaiono sullo schermo. il costo totale è di 2 euro (1 per la visione, 1 per la visita). il doppio appuntamento è curato dall'architetto pierfrancesco sacerdoti (sotto, un fotogramma del film).


con la stessa modalità, sarà possibile vedere la notte, di antonioni, il 21 aprile (con visita alle location il giorno dopo) e teorema, di pasolini, il 19 e 20 maggio.


qui per saperne di più

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lunedì 12 marzo 2012

pinocchio caricato a rabbia

il ragazzo con la bicicletta, di jean-pierre e luc dardenne, con cécile de france, thomas doret, jérémie renier (bel-fra-ita/2011/87')

pinocchio in belgio, con tanto di fatina e lucignolo. ma anche un film sui padri di oggi, assenti o diseducativi, tema che il cinema di questi anni racconta in tutto il mondo: penso al superbo poetry del coreano lee chang-don e al premio oscar in un mondo migliore, della danese bier. cyril, il ragazzino ipercinetico alimentato a rabbia, lotta con tutti ma solo in samantha trova qualcuno che trasformi l'urto in abbraccio. e fiducia. adoro il modo in cui i dardenne traducono le azioni del protagonista, comprese quelle in apparenza prive di significato, in una forma di comunicazione con il pubblico: la pedalata intorno all'auto di samantha, come a tessere un legame, il rubinetto aperto e chiuso che diventa una richiesta di attenzione, la corsa in bici per tornare a casa quando è chiaro che al mondo c'è una sola persona di cui fidarsi. persino al commissariato, quando cyril deve scusarsi con l'edicolante, i registi muovono la macchina da presa: vogliono sottolinerare pure quell'azione, il primo atto di crescita del ragazzino. l'epilogo è una (meravigliosa) rasoiata, perché i dardenne non credono che il cinema possa ingannare con finali al caramello. e poi, finalmente, un film sulla bicicletta come identità e simbolo di libertà. un mondo con più cicilisti è un mondo migliore. un cinema con più dardenne, è un cinema migliore. viva l'area c. viva l'area d.

cosa c'è da vedere a milano/l'agenda di treninellanotte - mercoledì 14 marzo, all'oberdan di viale vittorio veneto 2, zelig, di woody allen (ore 17) e bob roberts, di tim robbins (alle 19).

i due titoli si inseriscono nella rassegna, in calendario dal 14 al 18 marzo, sempre all'oberdan,  tra vero e falso, il mockumentary, ovvero i film che sembrano documentari ma, in realtà, sono storie di finzione.

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sconti al doppio malto


ormai, spuntano come funghi. i cartelli "chiudiamo" sui blockbuster cittadini. quello di via tolmezzo (o forse via casoretto...), zona piazza udine, svende tutto: con 20 euro mi sono portato a casa quattro dvd (tra cui post mortem, di larrain, uno dei mie pallini recenti). si capisce, è blockbuster: la qualità dei dischi non è garantita. può capitare che brevi o lunghe sequenze vengano saltate a piedi pari. ma la scelta è piuttosto varia, riflettendo la misteriosa logica di questo supermercato del cinema.


se vi affrettate (chiudono a fine mese), potete ancora trovare, tra l'altro, una copia di tutti gli uomini del re, di robert rossen, la parabola di un uomo qualunque che diventa governatore (e finisce come un kennedy...). ma anche silvio forever di faenza, il sottovalutato una vita tranquilla di cupellini, con toni servillo ex camorrista che si nasconde dietro una seconda vita da chef in germania (ma il passato arriva sempre a morderti la giacca), buried-sepolto, di cortés, tora-tora-tora di fleischer, diversi successi americani delle ultime stagioni, qualche commedia italiana degli anni '70... 

sabato mattina tra gli scaffali si aggiravano una decina di vampiri che, come me, raccattavano i resti di un'epoca che finisce. quella del cinema a noleggio. c'era la stessa atmosfera di quando, da ragazzi, si penetrava nello spogliatoio di qualche squadra e si portavano a casa i reperti di una vittoria (come la bottiglia vuota di minerale che ho custodito per anni, dopo il leggendario tracer milano-aris salonicco dei 30 e passa punti recuperati al palatrussardi...). un ragazzo al bancone smanettava sulla tastiera rapido e disincantato come una cassiera di supermarket. a pochi passi da lui, in bella mostra, una bottiglia di birra beck's, con un cartellino appoggiato sopra: "scontata". persino quella.



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domenica 11 marzo 2012

dove eravamo rimasti?

dove eravamo rimasti? alla chiusura di splinder che, dopo quasi tre anni di vita, aveva deviato treninellanotte su un binario morto. la mia pigrizia e la mia sfiducia cronica hanno fatto il resto. e infatti, eccomi qui a riprovarci. anche grazie a qualcuno che, nelle settimane scorse, mi ha chiesto "che fine ha fatto il tuo blog?". e allora, riparto. piano. ma riparto.

per esempio, con la rassegna del cinecircolo di viale monza 140 dedicata a marilyn monroe. ancora quattro appuntamenti: domani sera (lunedì 12), alle 21, con gli uomini preferiscono le bionde, di hawks. poi, nei lunedì a seguire, il principe e la ballerina di olivier, a qualcuno piace caldo di wilder e gli spostati di huston (a destra) e se avete un solo lunedì a disposizione, giocatevelo su quest'ultimo film, amaro e bellissimo. oltre che ultima apparizione di marilyn.

la rassegna è curata da chiara mattucci. l'ingresso è libero.

e per stasera, accontentavi. già è tanto che sia riuscito a far funzionare questa trappola...

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