sabato 7 luglio 2012

è arrivata la bufera

take shelter, di jeff nichols, con michael shannon, jessica chastain, shea wingham (usa, 2011, 116') - al cinema apollo


povertà. sfratti. disoccupazione. la crisi e lo scoppio della bolla immobiliare hanno travolto il paese. e hanno messo sul lastrico milioni di persone. è lo strillo di copertina dell'ultimo numero di internazionale. si riferisce a un'inchiesta (sorprendente) sulla spagna, e mi è finito sotto gli occhi questa mattina: sembra parlare proprio di take shelterche non è un film spagnolo: ci porta, anzi, nell'america profonda, nell'ohio agricolo, operaio, devoto e sessualmente represso, lo stesso stato da cui arriva jack lemmon nell'indimenticabile un provinciale a new york. ma il senso è lo stesso: è tempo di avere paura, le sicurezze sono finite. è arrivata la bufera. 


take shelter ("trova rifugio") è la storia di curtis, operaio specializzato nel carotaggio del terreno, un uomo abituato a guardare sotto i propri piedi che si sente improvvisamente minacciato dalla natura sopra la sua testa. lo divorano incubi colmi di temporali, pioggia densa come olio, cani che spezzano la catena e lo aggrediscono. lasciando ferite che bruciano anche al risveglio. poi, gli incubi incominciano a invadere la realtà e a condizionare la sua vita e quella della sua famiglia, moglie e figlia non udente. curtis decide quindi di costruire un rifugio sotterraneo per mettere in salvo i suoi. e sarà l'inizio della fine. 
premiato a cannes e non solo, tessuto intorno all'espressione ottusa di michael shannon (una maschera che nasconde la tempesta interiore), take shelter è un film sui fantasmi della mente, eredità di famiglia che la moglie del protagonista cercherà di combattere con una coraggiosa terapia a base di realtà. ed è un film che getta noi spettatori nella condizione di sentirci costantemente minacciati. prima perché ci rende incapaci di distinguere cosa curtis stia sognando e che cosa stia realmente vivendo (dunque chiudendoci dentro la sua mente), poi perché quelle minacce possono esplodere in qualunque momento. persino il lento carrello dentro una biblioteca diventa il sospetto di un pericolo imminente.

ma la sceneggiatura è chiaramente intessuta di riferimenti alla vita comune di un americano medio, che può curare una figlia sorda solo perché ha la fortuna di avere un lavoro con l'assicurazione giusta, che possiede una casa e due vetture perché una banca le ha finanziate (ma il prestito per il rifugio, in filiale, non piace), che scopre di non poter contare su un'assistenza psicologica pubblica che non sia un distratto ricambio di volti dietro una scrivania.
"arriverà una tempesta come nemmeno vi immaginate", grida il protagonista nel sottofinale, durante una festa fra colleghi che sembra sancirne il ruolo di scemo del villaggio. nel 2010, anno in cui è ambientato il film, il pil americano ha conosciuto una prima ripresa ma take shelter non è una lezione di finanza: è una metafora della fragilità delle nostre sicurezze materiali, del nostro presunto benessere, dei nostri progetti da laboriose formiche in una natura - potente, misteriosa e magnifica - che può schiacciarci come un crollo dei mutui subprime. è un manifesto di un'america sempre più fragile e di un mondo "civilizzato" che ha sempre più paura. senza sapere esattamente di che cosa.



take shelter finisce negandoci l'illusione di una facile guarigione, forse mostrando l'impotenza dell'amore che tiene unita una famiglia davanti agli sconvolgimenti della psiche. ma c'è di più: mette in dubbio fino in fondo l'ottimismo della ragione, la certezza che la barca libera e liberista verrà riportata a galla dal miglior sistema possibile, sottolineando come il terrore di una tempesta che nessuno udiva rombare rischi di essere saggia preveggenza.


peccato solo per il doppiaggio, che crea una distanza avvilente fra spettatore e film: il suono pare arrivare attutito da un bicchiere. ma, del resto, all'ultima proiezione di ieri eravamo in quattro. con la lingua originale e i sottotitoli, se ne sarebbe andato pure il proiezionista.




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venerdì 6 luglio 2012

il pre-giudizio


"mio fratello è figlio unico perché non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo"

(mio fratello è figlio unico, rino gaetano)

visto il trailer di il rosso e il blu di giuseppe piccioni. c'è margherita buy che fa margherita buy, con gli occhi sgranati e l'ansia vagamente in circolo. c'è riccardo scamarcio in uno di quei ruoli gggiovani, in cui fa l'intellettuale che si abbassa divertito a qualcosa di meno di shakespeare. c'è roberto herlitzka in una parte da vecchio saggio, "un professore di storia dell'arte molto cinico, che ha perso il senso del suo lavoro", leggo sul web. ci sono i ragazzi con in bocca quelle battute che fanno tanto liceo coatto però simpatico. dal trailer si possono sospettare - magari sbaglio - una pericolosa simpatia fra scamarcio e una studentessa e la presenza di un allievo-caso umano che si affeziona alla buy. 


fatemi sapere se andate a vederlo. ma forse avrò da fare.


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consumatori e non

"non siamo solo dei consumatori, ma identità diverse e profonde"
(vandana shiva)

passo da pasteur e noto una cartolina infilata in un contenitore del quotidiano leggo. e la scritta sulla cartolina mi ricorda qualcosa di familiare, un piccolo poster che ho attaccato nella mia cucina, ormai completamente colorata di ricordi (tra gli altri, una foto in bianco e nero di claudio onofri che in un genoa-che ne so di tanto tempo fa esulta di spalle attaccato alla balaustra della gradinata nord, un poster del torneo di sumo che ogni anno organizza a milano il mio amico fausto gobbi, l'orario delle preghiere islamiche preso in un kebab e il manifestone de la dolce vita...).

e così, scopro che anche quest'anno il parco trotter di via padova 69 a milano, il 14 e 15 luglio, ospita il fjestival delle diversità, organizzato dal movimento umanista. c'è un po' di tutto, dibattiti, workshop, concerti, laboratori artistici, appuntamenti con libera e amnesty e tanto altro. con quel clima da anni'70 multietnici del nuovo millennio che la zona di via padova sa tirar fuori in queste occasioni. anche se poi non sai se crederci oppure no.

mi pare ci siano meno immagini in movimento rispetto all'anno scorso, ma segnalo i due documentari proposti: l'economia della felicità, "manifesto" anti-globalizzazione che riflette sul valore della localizzazione dell'economia e sui possibili legami tra crisi, cambiamenti climatici e peggioramento delle condizioni, anche spirituali, di vita dell'uomo (qui un'ampia scheda di presentazione). l'appuntamento è alle 16 di domenica 15.

lo stesso giorno alle 17.30 verrà proposto un documentario sulla situazione in siria, commentato dalla giornalista esperta in questioni mediorientali laura silvia battaglia e da lorenzo galbiati di peacelink.

qui trovate il programma completo e tutte le informazioni.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: il cinema all'aperto di villa ghirlanda a cinisello: proiezioni fino al 5 agosto

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giovedì 5 luglio 2012

monetine

fare entrare i film nella propria vita, sentirli parte di sé. dialogare con le immagini come se fossero frammenti della propria interiorità: ecco cosa significa scrivere di cinema. significa guardarsi allo specchio, parlare di sé, confrontarsi con i propri limiti e amarli. sempre.





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in fuga dal gulag

c'è il nuovo film di peter weir in arrivo nelle sale e fa riflettere che il regista di the truman show e l'attimo fuggente sia finito nello scantinato torrido della stagione, ovvero luglio: the way back, tratto dal romanzo tra noi è la libertà, di slavomir rawicz (ma sulla vicenda creativa del libro ci sono alcuni punti oscuri).

un soggetto tradizionale in una cornice storica non così comune: il film racconta la fuga di sette prigionieri da un gulag siberiano nel 1941, sette uomini diversi fra loro (un brutale criminale russo, un polacco che soffre di cecità notturna, un attore, un sacerdote...) che affronteranno un viaggio di 4000 km nelle terre più inospitali del globo. la pellicola, con colin farell e ed harris, risale al 2010, ma da noi arriva solo ora.

il film. girato in marocco, india e bulgaria, verrà presentato martedì 10 luglio a unicinemas bicocca, in viale sarca 336 (ore 21), in una serata con beppe musicco, presidente di sentieri del cinema e la professoressa di letteratura russa maria candida ghidini. il biglietto costa 8.50 euro. l'appuntamento è organizzato in collaborazione con il settimanale tempi.

weir ha diretto il film con l'assistenza del suo storico direttore della fotografia, russel boyd e curando personalmente la sceneggiatura.

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gitai a milano

oggi alla milanesiana (ore 12) incontro con il regista israeliano amos gitai (di cui ricordo soprattutto il magnifico kadosh, ritratto femminile nel mondo dell'integralismo religioso ebraico), sul tema "la scrittura e l'imperfezione".

appuntamento presso la sala buzzati del corriere della sera, in via balzan 3. a seguire, proiezione del film alila, del 2003. versione originale con sottotitoli in inglese.

la scheda del film.

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mercoledì 4 luglio 2012

giocate d'anticipo

vi interessa il milano film festival, la cui prossima edizione andrà in scena dal 12 al 23 settembre? fino al 12 luglio potete tesserarvi per le proiezioni a prezzo ridotto. qui per saperne di più.

e, per l'occasione, vi ricordo che il 26 luglio alle 21.30, all'arianteo-castello sforzesco, in collaborazione con il festival verrà proiettato la tragedia di un uomo ridicolo, di bertolucci, anticipazione di una retrospettiva prevista nel festival.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte: domani, 5 luglio, l'ultima serata della rassegna su cinema e fumetto a moscova. organizza la scheggia.

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martedì 3 luglio 2012

al cinema in cortile

un tempo si scendeva in cortile per guardare la tv, perché possedere uno scatolone in bianco e nero era un privilegio. più di recente, il teatro è arrivato nei cortili, anche con esperienze molto belle come le rappresentazioni organizzate in toscana da elena guerrini (ad esempio, orti insorti) e talvolta basate sul baratto (non si paga il biglietto: si scambia l'ingresso con qualcosa da mangiare che si porta da casa).

e adesso, a milano, è arrivato scendi c'è il cinema, un'iniziativa del comitato di zona sei e di gruppi di inquilini che prevede proprio una serie di film in vari cortili di case popolari cittadine, con ingresso libero (e anguria, se ho capito bene). l'inizio è sempre fra le 20.30 e le 21.30.

fra i prossimi appuntamenti, mille bolle blu, di pompucci (una scena nella foto), venerdì 6 luglio in via giambellino 146, tutti per uno, di goupil, sabato 7 luglio in via lope de vega 1, le donne del sesto piano, di le guay, venerdì 13 luglio in via val bavona 2, la strategia della lumaca, di cabrera, giovedì 19 luglio in via solari 40 (indicatissimo, considerata la trama...).

ma la perla è e ora dove andiamo?, della labaki, in arabo con sottotitoli in italiano, giovedì 27 luglio in via segneri...

qui trovate il programma completo (in pdf). buone visioni.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte - il programma della milanesiana.

le mani sulla città, di rosi, domani 4 luglio alle 21 in cineteca

l'omaggio del wow spazio fumetto a spider man

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lunedì 2 luglio 2012

non di solo cinema (vive l'uomo)

"lo scarso desiderio di spendere denaro diventa il sintomo di una malattia che richiede cure costose (...). la definizione stessa di salute mentale è la capacità di partecipare alla civiltà dei consumi. quando spendi denaro per una terapia, lo fai per imparare a spenderne dell'altro. e sto dicendo che io, in questo preciso istante, ho perso la battaglia contro una modernità commercializzata, medicalizzata e totalizzante".

(da le correzioni, di jonathan franzen)

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domenica 1 luglio 2012

laici sullo schermo

c'è chi ha voglia di parlare di e con il cinema anche in estate. e allora, ecco cominciare domani, 2 luglio, una rassegna di film sul tema della laicità, in programma al circolo della sinistra di via porpora 45.

dalle 21.30, a ingresso libero, si parte con l'ora di religione, di bellocchio (nella foto), penultimo film per il quale, in un cineforum, abbia visto dividersi la platea fra credenti e non credenti (l'ultimo? habemus papam...). il 9, galileo, della cavani, film prodotto per la televisione poi vietato ai minori e mai mandato in onda, per ovvie ragioni (ovvie in un paese come il nostro).

il 16 tocca al magnifico lourdes, della hausner (significativamente premiato anche dalla critica cattolica), il 23 giordano bruno di montaldo, con volontè e il 30 uno dei migliori esordi italiani degli ultimi anni, corpo celeste, della rohrwacher. un'ottima occasione per vedere e rivedere. e parlarne.

un'intervista alla cavani in cui si parla anche di galileo.


cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: il programma dell'arianteo, il cinema all'aperto di milano

outrage, di takeshi kitano, al cinema palestrina

cavalli, di michele rho, con vinicio marchioni e giulia michelini, domani, 2 luglio, alle 21 al mexico di via savona, con il regista presente in sala

era la città dei cinema, di casazza, il 3 luglio a famagosta

william friedkin, il regista de l'esorcista e il braccio violento della legge, mercoledì 4 a milano

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