sabato 4 maggio 2013

sotto il tappeto

muffa, di ali aydin, con eran kesal, muhammet uzuner, tansu bicer (turchia/germania, 2012, 94')

il vetrinometro: sette vetrine

al cinema apollo

nella storia di un anziano padre, guardiano delle ferrovie, che vuole a tutti i costi sapere che fine abbia fatto il figlio, scomparso 18 anni prima per aver espresso opinioni contrarie al governo turco, l'ostinazione della memoria, imposta da un affetto rubato, e ormai unica ragione di vita. come specchio di un paese - non certo il solo - che nasconde sotto il tappeto (o nel posto dove si manda chi non si piega, si direbbe più tragicamente in questo film) i ricordi scomodi e chi vuole sollevarli. cinema dilatato e contemplativo, nel senso che richiede allo spettatore un'osservazione attenta e paziente (come già il bellissimo c'era una volta in anatolia, di muri bilge ceylan), un'immersione lenta (e non è un difetto) nei ritmi della tragedia raccontata. che sono, del resto, quelli di un vedovo malato, incredulo e denigrato, in attesa solo di un'ultima risposta dalla vita e di una turchia interna, di colline verdi, vite marginali, pneumatici in fiamme e banali crudeltà quotidiane.

e tutto, in fondo, è in quella corsa iniziale del padre lungo la ferrovia - che ha una ragione ma è pure un simbolo fortissimo -, in quel tavolo e in quel tacere che dividono il vecchio dal poliziotto e nel finale. che porta un oggetto destinato a fermarsi lì, sul cuore dello spettatore.

muffa, quella che trovi quando hai abbandonato qualcosa per troppo tempo. per esempio, sotto il tappeto dei ricordi da dimenticare.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: il festival del cinema d'asia, africa e america latina a milano

lo splendido hunger, di steve mcqueen, lunedì sera al cinecircolo di viale monza 140 (ore 21, ingresso libero)

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venerdì 3 maggio 2013

sopra tutto


per occhi molto curiosi. domani, domenica 5 alla scighera di via candiani proiettano a love supreme, che non è la nuova commedia rosa from hollywood (non sarebbe qui, sono troppo snob) ma un documentario (diretto da francesco cannito) sulle nozze (autentiche) tra due ospiti di una comunità che, a villapizzone, a milano, ospita pazienti con lievi o medie disabilità. la storia di una cerimonia laica che, spiega la presentazione del documentario, è anche l'occasione per ribadire gioiosamente che in una società civile il diritto all'autonomia affettiva e alla costruzione di un libero progetto di vita non possono essere un privilegio esclusivo della maggioranza normodotata dei cittadini.  

appuntamento alle 21, ingresso libero con tessera arci (e il piacere di scoprire un circolo fra i più vivaci di milano).

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: il cinema di nicolas winding refn dal 9 maggio in via oxilia, a cominciare dal superbo bronson.

noi non siamo come james bond, di mario balsamo, oggi (sabato) alle 19.15 alla cineteca di milano. ovvero, come la malattia cambia la nostra percezione della vita. o forse, no.

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la buona stampa di treninellanotte: rapporto confidenziale

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giovedì 2 maggio 2013

(non) sono solo marionette

sono stati una leggenda per la mia generazione ma la loro magia va a cavalcioni del tempo. come capita a chi fruga nella fantasia ricavandone personaggi e storie. i colla, una delle più conosciute compagnie di marionette al mondo, sono ora protagonisti di un documentario, che il cinema mexico propone lunedì 6 maggio alle 21.30, ospiti un regista e un dirigente della compagnia. il documentario - atelier colla - è stato realizzato nel 2011 da tre giovani filmaker (guglielmo trupia, elio manuzzi e pietro de tilla) e dura 50'. è un viaggio nel dietro le quinte e nei laboratori, dalla creazione delle marionette alla messa in scena. l'ingresso costa 5 euro.


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mercoledì 1 maggio 2013

viaggiare seduti

non mi sento di dire - alla truffaut - che andare al cinema sia come viaggiare, ma non ci vado così distante. vivo in via padova, tornando dal lavoro scendo alla fermata pasteur, intorno a me capita che nessuno parli italiano, dalla mia finestra arrivano voci in lingue che non conosco. compro il riso indiano dai cinesi, la carne cotta dai peruviani e il pane dagli egiziani. in un certo senso, viaggio tutti i giorni. ma per viaggiare ancora più lontano, ancora più a lungo, senza muoversi da milano c'è il festival del cinema d'africa, asia e america latina, che - il programma lo conferma - diventa sempre più un festival anche sull'Italia multietnica.

l'inaugurazione sarà sabato 4 alle 20.30 al san fedele, con un film argentino, infancia clandestina, di avila, in cui il regista racconta la sua preadolescenza negli anni '70, in una famiglia di oppositori al regime militare dei generali.

da lì, si parte, in un lungo viaggio per luoghi, culture e storie: scorrendo titoli e trame, tornano temi come le rivoluzioni arabe, la vita degli immigrati in italia e di chi vive sul confine (vi segnalo il limite, della schillaci, documentario sui pescatori siciliani e tunisini che lavorano sulla stessa imbarcazione di mazara), la difesa delle terre e delle tradizioni (il brasiliano the chocolate farmer), i rapporti fra società laica e religione, i paradossi da terzo mondo in paesi che vogliono conquistare lo spazio (l'india di stelle contate sulle dita, dell'italiano carrieri: nei villaggi più sperduti le lampadine arrivano solo ora, ma gli anziani temono di violare le tenebre e i loro spiriti).

c'è però spazio anche per bollywood, per commedie sudamericane e cinesi (come lost in thailand, gran successo da loro), documentari musicali e racconti legati al cibo. e per incontri con i registi (dal 6 al 9 maggio, di mattina, alla casa del pane in porta venezia), mostre fotografiche, musica, degustazioni.


il festival termina il 10 maggio e prevede nove sedi diverse. 

portare curiosità.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte: il documentario l'ultima cina, di j.m. cotelo, domani sera alle 21 al rosetum di via pisello.

arriva docucity, 4 giorni di documentari dal 7 maggio

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lunedì 29 aprile 2013

agenda

this is england, di meadows, stasera in proiezione gratuita al cineforum del circolo di viale monza per la rassegna sul cinema inglese. ore 21.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte

domani sera allo spazio cinema valeria golino e jasmine trinca presentano miele 

dal 9 maggio, il nuovo ciclo di film del punto rosso, all'isola, curato da luca danesini, personalissimo percorso nel cinema dagli anni '50 a oggi, con titoli come mr. klein, di losey (il 9), il delizioso irina palm, di garbarski (il 16), il maginifico scherzo, di hawks (il 13 giugno) e il pianeta azzurro, di piavoli (il 27).


ingresso, 3 euro, oppure 20 per tutto il ciclo di otto film. inizio alle 20.

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domenica 28 aprile 2013

tutto tarantino

dal 3 al 17 maggio, tre incontri il venerdì sera alle 19.15 per conoscere meglio il cinema di quentin tarantino, curati da massimo zanichelli, che da molti anni insegna storia del cinema. l'appuntamento è in via orti 14, il costo è 70 euro, ogni lezione dura 2 ore. ultime ore per iscriversi!

qui per saperne di più

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: crossfire hurricane, il documentario sui rolling stones, domani all'anteo e al mexico di via savona.

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confesso

padre, mi perdoni perché ho tanto peccato

che cosa è successo, figliolo?

ho visto la migliore offerta, del maestro tornatore, e mi sono annoiato.

come è possibile?

massì. va bene la parabola del banditore d'aste disonesto, che crede di saper distinguere il vero dal falso e si costruisce il surrogato del sogno di ogni uomo, un harem di donne che guardano solo lui. surrogato, appunto, congelato, certo, senza contatto, senza pelle, senza numeri di cellulare, ma anche senza compromessi e mancanza di controllo. e va bene il mistero della donna dietro la parete che rompe le sicurezze del misantropo, insinuando il sogno di una stagione inattesa tra le rughe di una corazzata mezza età (come a luchini ne le donne del sesto piano, altro film in cui un edificio diventa scatola a sorpresa con l'amore dentro).  ma...

ma cosa? dov'è il tuo peccato, figliolo?

ma. ma che cinema pomposo, inamidato, che sfiora il morboso e l'inquietante ritirandosi per tempo in ossequio al pubblico dabbene. ma che invadente colonna sonora, che ti segue pure fuori dalla sala, tanto che riscopri con sollievo il fragore dei tram. ma come è ripetitivo lo schema maestro-allievo, banditore-giovane artigiano, in cui il primo costruisce - ingranaggio per ingranaggio - la propria condanna. ma com'è preannunciato l'epilogo... 

quante preghiere devo dire?

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