sabato 27 ottobre 2012

forchettate

passo per caso accanto all'ormai ex cinema orchidea, o nuovo orchidea, non ricordo. ricordo bene, invece, di aver visto lì amores perros (folgorazione assoluta) e condominio, di farina. durante condominio, pioveva in sala. durante amores perros, no. chissà perché. ora il cinema è chiuso, ma lì accanto si spalanca un pub che hanno avuto il fegato di chiamare actor's studios e dentro ha le pareti coperte di foto di attori. in italia, è così. finisce tutto a forchettate.

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liberi liberi

cento passi in zona due: un percorso sulla legalità (da vari punti di vista), ma anche un percorso all'interno della zona 2, con cinque proiezioni, uno spettacolo teatrale e un seminario in sei differenti luoghi della zona, ciascuno espressione di diverse sensibilità. e così, oltre a vedere film - accompagnati da incontri con giornalisti, magistrati, scrittori - c'è la possibilità di scoprire un quartiere di cui, superato piazzale loreto, è più quello che si dice di quello che si sa. organizzano il comitato per la zona 2 e la scheggia e chi scrive questo blog ha insistito per un paio di titoli della rassegna, ma non vi dico quali, per prudenza...

si comincia martedì 6 novembre alle 20.30 a villa pallavicini, in via meucci 3, con la bas - educazione criminale, di lombardi, che affronta il tema della criminalità e dell'immigrazione da un nuovo (e più complesso) punto di vista. interviene david gentili, presidente della commissione antimafia del comune.

martedì 13 alle 20.30, le conseguenze dell'amore, di sorrentino, al cinema di via oxilia 10, con chiara pracchi di saveria antiochia omicron.

lunedì 19, poi, il documentario biutiful cauntri, al cinecircolo di viale monza (e incontro con mario portanova, autore di mafia a milano). in questo caso, inizio alle 20 con aperitivo.

qui trovate gli appuntamenti successivi, sui quali torneremo.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte

hugo cabret, di scorsese, a cologno monzese, stasera alle 18 (e gratis)

romanzo di una strage, di giordana, domani, domenica 28 alle 10.30 alla cineteca

la rassegna dedicata a jazz e cinema in arrivo all'anteo

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venerdì 26 ottobre 2012

stasera

stasera alle 21.15 al cinema rondinella di sesto san giovanni, silvio soldini presenta il suo film il comandante e la cicogna. ingresso 5 euro. appuntamento in viale matteotti 425.





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di uomini e di conigli

killer joe, di william friedkin, con matthew mcconaughey, emile hirsch, juno temple (usa/2012/103')

vetrinometro: sette vetrine 

volendo, è tutto in quella sequenza girata allo strip bar, quando chris spiega al padre il piano per uccidere la madre e fregare l'assicurazione. i due camminano sotto un ripiano trasparente sopra il quale sta ballando una ragazza, sinuosa come un serpente. ci sono dei dollari, sul ripiano. sesso e denaro, insomma, desiderio e tomba al tempo stesso. chris, che ha un debito con certi brutti ceffi, viene a sapere che un poliziotto che si fa chiamare killer joe combina lavoretti puliti. ma i soldi per pagarlo in anticipo non ci sono, e allora il sicario mette gli occhi su dottie, la sorellina di chris, una lolita tutta purezza e bambole che si agita nuda persino nei sogni del fratellino poco di buono. killer joe la considera la sua caparra. nasce così, diciamo, la storia di cenerentola perversa con un principe dai capelli chiari e il cuore nero. non finirà benissimo.

siamo in un bestiario umano. i personaggi sono fortemente connotati dal loro aspetto. chris, l'avido idiota che provoca tutto, subisce un pestaggio e passa metà del film a trascinarsi una gamba, il volto tumefatto, gli abiti sgualciti: incarna la sorte avversa di chi si illudeva di fregare tutti. il padre ansel è un cavernicolo, l'unico abito elegante gli si scuce addosso sul più bello: è quello che è, non può e non sa fingere. la sua seconda moglie circola con un paio di occhi da gatta che sanno di inganno lontano un miglio: il suo trucco provocatorio si frantumerà in lacrime. qui, del resto, chiunque frega chi può. dottie è turbamento fatto carne e i veri giocattoli non sono quelli che custodisce in camera: diventeranno gli altri protagonisti. killer joe, infine, è il diavolo: non veste prada ma in quel consesso di straccioni ogni dettaglio della sua armatura (giacca, cappello, revolver, manette, stivali) ne fanno una presenza dominante e carismatica. il cagnaccio di chris, che abbaia a tutti, si ammutolisce solo davanti a lui.

intorno c'è il texas, ma il mito è nudo, tra case-caravan, ferrovie per nessun dove, archeologia industriale, luna park vuoti. "chissà perché tutti vogliono venire qui", si lamenta chris, a un certo punto. chris che coltivava conigli ed era contento di farlo, finché un giorno non si sa quale bestia ha fatto ammalare l'intero allevamento e i conigli sono impazziti. il male che aggredisce l'uomo, facile preda. mentre il cielo e lo schermo sono attraversati dai fulmini di un temporale. stiamo parlando di friedkin, non di pupi avati.

un film di origine teatrale, violento, perverso, guardone, sgradito in curia, profondamente pessimista ma con tutta l'ironia necessaria per fregarsene. è solo un film, appunto. anche se la storia è vera.

visto all'arlecchino, cinema che più di ogni altro a milano vive sospeso fra gli ultimi souvenir di un'epoca d'oro - marmi, poltrone, velluto rosso - e la sensazione che quell'epoca sia finita. è come aggirarsi, da fantasmi, in un museo. il bar è chiuso e la maschera guarda il film stravaccato in fondo alla sala. se tra due mesi diventasse un negozio di abiti, non mi stupirei.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte

il concorso degli amici del cinema in occasione del ritorno in sala di rocky horror picture show

medici con l'africa, di mazzacurati, in anteprima in cineteca

cinema e costituzione: l'8 novembre alle 21, la grande guerra, di monicelli (ingresso gratuito) in via v. peroni 56. qui il calendario

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giovedì 25 ottobre 2012

monetine



kurosawa sul set di i sette samurai

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le cinemerende, il ritorno

le nuove cinemerende del sabato organizzate dalla scheggia alla santeria di via paladini: dal 3 novembre, alle 16.30. con pane e nutella (non scherzo).


si entra con 2 euro più tessera. roba per cinefili veri, curiosi, senza barriere, niente minchiate o cose che si vedono ovunque. lingua originale con sottotitoli.

qui il programma

buone visioni

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte

martedì 30 ottobre, alle 19, lezione di cinema con paolo mereghetti all'anteo spazio cinema, che introduce al corso di storia e critica del cinema in partenza il 20 novembre. il tema sarà i nuovi autori, le nuove tecnologie, i documentari, il cinema di domani. ingresso gratuito prenotandosi allo 02.5796951 opp. officine@ied.it

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cartellone



le uscite di oggi. quale venga prima di tutti, per me, mi pare chiaro.

il cartellone di milano

(ah... a proposito del cinema di qualità e del suo problema di trovare pubblico)

buone visioni

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mercoledì 24 ottobre 2012

i conti di woody

e quindi, gli americani si sono messi a contare i dollari e hanno scoperto che l'ultimo - modesto - film di woody allen, to rome with love, si avvia a diventare il secondo miglior incasso di sempre del regista newyorkese. dato significativo, visto che l'omino con gli occhiali spessi ha girato 43 lungometraggi a partire dal 1966. la commedia con benigni, un pizzardone diventato celebre e qualche altro volto noto del nostro cinema, ha incassato quasi 70 milioni di dollari in 43 dei 54 stati in cui l'hanno distribuita. non raggiungerà i 154 di midnight in paris, ma supererà match point (87) e vicky cristina barcelona (77).

penso che, nella storia del cinema - almeno in quella in vigore a casa mia - woody verrà ricordato per zelig e io e annie, broadway danny rose e hannah e le sue sorelle, il dittatore dello stato libero di bananas e basta che funzioni.

per farsi sdoganare, ha avuto bisogno di liofilizzare tutto in bigini turistici (vicky cristina barcelona), furbate trasteverine (to rome with love), ottimi film ma non paragonabili alle loro matrici (match point rispetto all'immenso crimini e misfatti). insomma, allen ha cambiato la storia del cinema con film per (relativamente) pochi e ha cambiato il conto in banca allargando la sua platea. due vite in una sola. non voglio dire che fare soldi con i film faccia schifo. tento un ragionamento.

ho già sentito dire: "i critici non avevano capito niente". non sono d'accordo e comunque non è un problema mio. non sono un critico. al massimo, un caso critico. 

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bambini

lancio un altro sguardo fuori città, segnalandovi cinematografo che invenzione!!!, una bellissima iniziativa in programma sabato al cinema di via volta di cologno monzese (quindi, sul metrò verde) e dedicata ai più piccoli.

dalle 10.30, laboratori e giochi sulla recitazione, il cinema, l'animazione, la realizzazione dei film, con personaggi come diego draghi di spaziocirco. alle 18, infine, proiezione di hugo cabret, di scorsese. ingresso libero. portare fantasia. pubblico il programma qui a lato.

vi ricordo che, grazie a paola corti e monica naldi, i lettori di treninellanotte - per tutto il 2012 - hanno diritto a uno sconto di 2 euro (il biglietto scende da da 6 a 4) per l'ingresso al cineforum.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte

matteo garrone al museo del cinema di viale testi

il cinema e la costituzione: una rassegna a milano

la rassegna su cinema e lavoro all'apollo

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martedì 23 ottobre 2012

fuori città

c'è già un cineforum che propone reality, di garrone e fa una selezione di film un pochino diversa da tante che vedo in giro. scegliendo titoli come ...e ora parliamo di kevin, della ramsay, che pure ho trovato un film prevedibile, nel suo meccanismo di inquietudine crescente e tuttavia permette di parlare di maternità da un punto di vista delicatissimo (sopra, una scena); ma anche hunger, di mcqueen e the way back, di weir.

è il cineforum di bareggio, che scatta venerdì 26 ottobre (con garrone) e prosegue fino a dicembre. ingresso, 4 euro. i film vengono commentati dal critico emilio cozzi. la sala è in via 4 novembre 42.

qui il programma.

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte:

domani sera (21.30), al ligera di via padova, a ciascuno il suo, di petri, per la rassegna organizzata da la scheggia

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lunedì 22 ottobre 2012

se telefonando


un sapore di ruggine e ossa, di jacques audiard, con marion cotillard, matthias schoenaerts, armand verdure (fra, bel/120'/2012)

vetrinometro: sette vetrine (in realtà, due, perché richiede un po' di silenzio dentro, prima di parlarne. ed è un complimento)

ci sono due telefonate che sorreggono questo film come se fosse un ponte. due telefonate tra i protagonisti: alì, ragazzo padre, irruente e naif, giovane pugile da strada, ex buttafuori che affronta la vita a cazzotti e colpi di lombi, e stephanie, ex animatrice di uno spettacolo di orche inchiodata a una sedia a rotelle. in fondo, due marginali che si occupano del divertimento altrui. incredibilmente attuale. nella prima telefonata, è lei, chiusa in un bozzolo nero dopo aver perso le gambe, a chiamare lui, l'ultimo uomo che abbia prestato un po' di attenzione nei suoi riguardi. pur dandole della puttana. nella seconda, è ancora lei a prendere l'iniziativa ma è lui a mostrarsi indifeso, perché sam, il figlio, è in ospedale e ha rischiato di morire e in quei momenti dio sa quanto c'è bisogno di una donna. anche se stephanie non vuole più uno stallone e nemmeno un atleta cui fare il manager. anche se stephanie è una ragazza con le gambe meccaniche: molto più complicato di una che incontri in palestra e ti scopi telefonando.

nelle due telefonate c'è una richiesta di aiuto, prima di lei, poi di lui. e una richiesta di aiuto è qualcosa di molto più basilare di un sentimento. la prima chiamata avvia la relazione, la seconda la riapre. un sapore di ruggine e ossa è qualcosa di più autentico di un "film d'amore", forse è un film d'amore all'osso: è la storia di due persone che cercano di (soprav)vivere e si incontrano per i giochi del destino, finendo per aggrapparsi l'un l'altro come naufraghi. ben sapendo che la vita è un accumularsi di ferite che, come le fratture alle mani - come le amputazioni - non si saldano mai davvero. e quindi, oltre la porta d'albergo su cui bussano i titoli di coda, ogni frivola speranza è schiacciata dalla consapevolezza che si procede accanto finché si può. per sempre? che senso ha dopo un ritratto così precario dello stare al mondo?

il film srotola una coperta scura sugli spettatori eppure non pecca mai di eccesso perché gioca tutto su un insaziabile bisogno di vita, cioè ciò che spinge avanti uomini e donne, facendoli incontrare, separare, incontrare di nuovo (dividere una vita, si vedrà. alla peggio, opé). e quell'urgenza di vita è resa dalla fortissima fisicità del film stesso: alì non si contiene, da nessun punto di vista, nemmeno se ha il figlio tra le mani; lei trova in lui nuove gambe, nuovo sesso, nuovi stimoli; lo spettatore è costretto a trattenere il respiro - letteralmente - fino all'ultimo. 

e poi, che bel modo di fare cinema. quando alì scippa un cliente in un negozio, non assistiamo alla sua fuga, ma all'attesa del piccolo sam, perso per strada come un eroe dei dardenne. del resto, il furto sfamerà anche lui. e quando alì fugge al nord per boxare, la lunga strada percorsa è raccontata dal camion che attraversa la francia sotto ogni meteo. con un senso di incertezza e sospensione, da romanzo d'altri tempi, che conquista lo spettatore, ancora invogliato a credere a un bel camino acceso in fondo al film. solo che la vita è più complessa del cinema. e dei romanzi d'altri tempi. e audiard non vuole mentirci.

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sulla carta

basta girare un po', a milano e le occasioni per vedere film e parlarne - o, almeno, parlare dei temi che toccano - sono tante. e non di rado gratuite. come la rassegna di 8 titoli per ragionare sulla carta costituzionale italiana che è cominciata l'11 ottobre e riprende giovedì 25 con la terza serata, dedicata a sacco e vanzetti, di montaldo, film oggi quasi invendibile in tv (sopra, una foto di scena). si prosegue sempre al giovedì fino a dicembre, con proposte come diaz, di vicari (il 15/11) e la pecora nera, di celestini (il 13/12). e poi, se avete voglia di ripassare, la grande guerra, di monicelli (l'8/11).
appuntamento alle 21 in via valvassori peroni 56. ingresso libero.

qui trovate il programma.

una rassegna simile, ma itinerante e dedicata alla legalità, partirà a novembre in un'altra zona della città. ne riparliamo.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte: l'infernale quinlan, di welles, stasera in viale monza (e gratis)

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