sabato 11 maggio 2013

a silvio

oggi silvio b. e i suoi sostenitori manifestano a brescia contro i magistrati. geniale la battuta di crozza sul mancato trasferimento dei processi all'ex-premier da milano proprio a brescia, richiesto dai suoi legali per legittimo sospetto: "se berlusconi smettesse di commettere reati a milano, la procura di milano non si occuperebbe più di lui".

ma, insomma, tanto per restare in tema, ecco il cinema beltrade (zona viale monza) che propone s.b. io lo conoscevo bene, di durzi e fasanella, anno di grazia 2012, viaggio nel berlusconismo attraverso le dichiarazioni di chi - appunto - lo ha conosciuto bene (compresi alcuni sostenitori o ex sostenitori), animazioni e materiale d'archivio. un altro capitolo di una filmografia che, prima o poi, andrà ordinata e ragionata. se poi volete dedicare un altro po' di tempo (cinefilo) alla comunicazione politica in tv, scorrete il mouse e scoprite il film qui sotto.

ah, s.b. io lo conoscevo bene (titolo ispirato a uno dei dieci film più belli della storia del nostro cinema) è in via oxilia oggi alle 18, 19.30 e 21 e domani alle 18 e alle 20.30, oltre a lunedì e martedì alle 21.

la sala è la stessa che sta dedicando una rassegna a winding refn

buone visioni.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte: stasera (21.30) al mexico di via savona viaggio sola della tognazzi presentato in sala dall'attore gian marco tognazzi con degustazione di vini della cantina fondata dal padre ugo

treninellanotte@gmail.com

venerdì 10 maggio 2013

vamos a decir que no

no - i giorni dell'arcobaleno, di pablo larrain, con gael garcia bernal, alfredo castro, antonia zegers (cile, 2012, 110')


una campagna elettorale può essere condotta, in tv, con le stesse logiche con cui si vende una bibita? si può sollecitare la voglia di democrazia in un pubblico anestetizzato da un regime come si sollecita la sete in un pubblico anestetizzato dal caldo? risponde pablo larrain in questo film che completa la sua triologia sul cile della dittatura, dopo tony manero e post mortem, proponendo il titolo più direttamente legato alla cronaca, eppure capace di volare più lontano. perché no - i giorni dell'arcobaleno non è solo un ritratto del cile del 1988, quando la comunità internazionale - non esclusi quei paesi che sostennero il dittatore contro allende - impose che i militari si mettessero alla prova con un referendum. e non è solo il racconto di come i sostenitori del no a pinochet provarono a sfruttare i 15' di spot elettorale concessi, in onda a tarda ora. è una riflessione sul compromesso tra ideali e propaganda, sul potere della comunicazione televisiva in politica, sul concetto di ottimismo che sconfigge la paura (potrebbe persino tornare in mente il pur diversissimo viva la libertà, di andò, che in realtà è tutt'altro che una commedia politica).

eppure resta, commovente, il ritratto di una generazione di oppositori al regime, gente scampata alle camere di tortura, che si ribella a una comunicazione che tiene lontano le lacrime e la rabbia, non usa il dolore come ricatto ma la fantasia per far balenare una gioia futuragioca con i colori, le provocazioni, la musica, un immaginario anni '80 da spot della cola. tanto da stanare un avversario che sarà costretto a svecchiare persino pinochet. 

tutto è intessuto con la vicenda personale di renée, il creativo che guida la campagna, non ideologizzato, non tesserato a un partito, figlio di un nuovo cile (proprio quello del generale) che sa d'america, suggestionato da un forno a microonde che diventa il simbolo di un'epoca e di un padre-bambino. sempre sullo skate, sempre in attrito con chi lo ha scelto, oltre che in perenne attrito con l'autorità e con il cuore. l'uomo che prova a dare un futuro al cile ha, insomma, dei conti in sospeso con il proprio passato. 

ma larrain - che si ostina, grazie al cielo, a fare il suo cinema, non il cinema richiesto dal botteghino - sceglie di filmare con una macchina da presa da inizio anni '80, mescolando tutto con materiale d'epoca e creando, quindi, un unico impasto visivo, poco definito, si dirà, ma perfettamente coerente. e gioca con il montaggio descrivendo uno stato d'animo febbrile, quello tipico della creatività (i dialoghi che collegano scene slegate per tempo e luogo).

il finale sceglie la via di un'ambiguità che costringe a riflettere: il cile si è liberato del dittatore, ma non dell'avidità della politica (guardatevi bene la scena dei festeggiamenti) né di nuove forme di dittatura, che sostituiscono mostrine e manganelli con certo meno cruenti modelli culturali. modelli che hanno nutrito la campagna per il no e che trovano pronti chi ha votato sì. come dire: la libertà ha un prezzo.
cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: il documentario dalle terre di nessuno, di elio annese (2009), che racconta la trasformazione della bovisa, dal 1976 al 2008, come specchio dei cambiamenti di milano: lunedì sera alle 20.30 a chiamamilano (via laghetto 9/11) per inzona cinema. ingresso gratuito su prenotazione. il regista sarà presente in sala.
treninellanotte@gmail.com



giovedì 9 maggio 2013

gratis al miff

tanto cinema a ingresso gratuito con le proiezioni del miff: da re della terra selvaggia (sabato 11 alle 22 all'auditorium di palazzo lombardia) fino a documentari e cortometraggi.

qui il programma

l'ingresso è fino a esaurimento posti, sono interessate almeno tre sale cittadine

da mercoledì 15 vengono riproiettati i film vincitori dei vari premi.

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mercoledì 8 maggio 2013

non di solo cinema (vive l'uomo)

ricordo quelle belle facce giovani che non ho visto invecchiare, quei sorrisi spensierati e quelle speranze infrante. ricordo le grandi automobili sgangherate con i sedili di velluto, le panchine di legno, i ragazzini che al tramonto giocavano a pallone in mezzo alla strada, i bar malconci che non vendevano niente, i videogiochi neri e quadrati con davanti sempre la fila, i parchi ghiacciati di periferia splendere nella luce di gennaio, le stazioni dei treni sporche e trasandate, i bagni puzzolenti dove si spegnevano i cuori, l'avventura dell'ultima metropolitana che si perdeva sempre e poi c'era solo la città di notte con il suo popolo e le sue meraviglie, eravamo tutti nello stesso luogo, tutti ammassati nello stesso momento. e ci hanno uccisi.

(da estate crudele di alessandro bertante)
  
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parliamone

credo sia stato il primo film su cui abbia scritto qualcosa: un tema al liceo. finito al macero, voglio augurarmi. e adesso salta fuori che quelli di amicinema lo proiettano sabato sera alle 20.15 al circolo della stampa di corso venezia, per una rassegna - visioni al femminile - che credo si ponga l'eterno problema: c'è un modo femminile di fare cinema?

alle 2.52 di un mercoledì notte non saprei rispondere ma il film lo consiglio lo stesso: rosa l. della von trotta, dove rosa l. sta per rosa luxemburg, eroina del socialismo rivoluzionario. segnalo l'appuntamento, preceduto da un aperitivo, soprattutto perché - grazie al cielo - ci sono ancora dei matti che credono nel cinema come attività sociale. che è cosa ben diversa dall'attività sui social network.

qui per saperne di più.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte - domani sera, giovedì, primo appuntamento con la rassegna dedicata a nicolas winding refn in via oxilia

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martedì 7 maggio 2013

sì, anzi no

da dopodomani, 9 maggio, e fino al 16, andare al cinema costerà 3 euro (5 per il 3D). in fondo, è un po' come quando si cambia l'allenatore a cinque giornate dalla fine, sperando di salvarsi (e chi scrive ne sa qualcosa): poi, non hai più alibi. insomma, se anche con questa iniziativa non si riempiono le sale - possibilmente non solo per iron man 3, grazie -, sentiremo esultare chi il cinema in sala lo considera finito. ahimè.

eppure, spero che chi già va al cinema con una certa regolarità, approfitti dell'occasione per fare scelte insolite, per andare a vedere qualcosa di completamente diverso, per dirla con i monty...

il mio consiglio per spendere bene i vostri primi 3 euro, comunque, è qui: no-i giorni dell'arcobaleno, di pablo larrain, regista cileno dei (formidabili) tony manero e post mortem. con questo film larrain torna sul cile della dittatura, raccontando il referendum popolare che, contro ogni previsione, fece cadere il regime, anche grazie a una campagna elettorale fantasiosa quanto francescana.

il film è volutamente girato con una cinepresa a bassa definizione, le cui riprese vengono mescolate a materiale d'epoca, per immergere lo spettatore in un vero viaggio nel passato.

se vi capita di vederlo prima di me, ditemi che ne pensate.

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lunedì 6 maggio 2013

ciao, giulio



da c'eravamo tanto amati, di scola

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ius sale

mentre i visionari di macao fanno incazzare i benpensanti infilandosi al cinema manzoni - e provando a far ragionare una città che sta perdendo sempre di più gli spazi che la rendevano una capitale della cultura - c'è chi dedica un venerdì sera a due documentari sulle sale che chiudono. o resistono (per fortuna).

ovvero il commovente buio in sala di marchesini e in via savona al 57, di fusaro e vergani (presenti alla serata). il primo è un viaggio nella storia delle sale cinematografiche italiane (616 chiuse dal 2000) attraverso i ricordi di chi le ha vissute, tra cui attori e registi; il secondo è un ritratto del cinema mexico, rifugio della cinefilia milanese più affamata di visioni alternative (oh, yes).

l'appuntamento è venerdì alle 21.15 al cineteatro impastato di cologno, via volta 11. ingresso libero.

qui per saperne di più.


altri visionari: quelli di cecinapas

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refn perdona, dio no

e tu cosa fai?
guido nei film
non è pericoloso?
lo faccio part time

(da drive, di nicolas winding refn)

bellissima idea de la scheggia e del cinema beltrade: una rassegna - only refn forgives - su nicolas winding refn, regista danese-americano di 43 anni, che il pubblico italiano ha cominciato a scoprire con drive e che sarà a cannes con il nuovo film, only god forgives. si comincia giovedì con bronson, ritratto - molto personale - di michael peterson, il galeotto più feroce mai ospitato dalla carceri di sua maestà: un film spiazzante e nichilista, raccontato in prima persona dallo stesso peterson (nome d'arte, bronson, appunto), mescolando i tempi, immaginando un'esibizione davanti a un pubblico entusiasta e partecipe, tendendo il filo di un'ironia nerissima e di una violenza raggelante. quella profonda, quasi inevitabile del protagonista - non privo di una sue morale e di una beffarda vena artistica - e quella delle istituzioni, comunque impotente come un pugile che mena ganci nel buio. colonna sonora che mescola verdi e i pet shop boys, estetica da arancia meccanica (il direttore della fotografia, larry smith, è un ex collaboratore di kubrick), un attore superbo come protagonista (tom hardy). godimento assoluto.

appuntamento giovedì 9 al cinema beltrade di via oxilia 10, aperitivo alle 20.30 e proiezione alle 21.30. seguiranno altri cinque film fino al 30 maggio, tra cui valhalla rising e drive. ingresso, 5 euro (oppure tessera per sei film da 21 euro).

qui trovate il programma completo.

ps - notare che il beltrade è un cinema - se non di parrocchia - accostato a una parrocchia. quindi si possono fare rassegne su film che recensori di sacrestia definirebbero "inaccettabili"? buon segno...

cosa c'è da vedere a milano - l'agenda di treninellanotte: il magico mondo delle marionette colla visto da dietro: un documentario stasera al mexico.

hunger, di mcqueen, stasera in viale monza alle 21, ingresso libero

il festival del cinema d'africa, asia e america latina in corso a milano

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domenica 5 maggio 2013

monetine



da mio zio, di jacques tati

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dedicato



a chi crede che il cinema possa fare a meno dei cinema

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stasera

napoleon, di abel gance, capolavoro del cinema muto, con accompagnamento musicale dal vivo, torna in cineteca.

kolossal del cinema francese del 1927, racconta la vita di bonaparte fino alla campagna d'italia: 14 mesi di riprese, 50 ore di girato (la durata, oggi, è di 110'), 18 milioni di franchi (dell'epoca) sborsati, per un film che esplorava tecniche di ripresa allora avveniristiche.

stasera alle 21 alla cineteca di viale vittorio veneto.

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