sabato 29 giugno 2013

non civilizzati

ne volevo parlare qualche giorno fa, ma ci sono intervalli di luce (o di buio). a milano insiste nel farsi avanti una tribù di appassionati di cinema fermamente convinta che il pubblico non sia un gregge passivo, destinato a vagare di multisala in multisala in attesa della quindicesima versione di terminator e del sequel del principe abusivo, gente che ha voglia di difendere spazi in cui vedere e far vedere anche l'altro cinema. o magari lo stesso terminator e lo stesso siani ma senza che diventino l'unica alternativa. insomma, appassionati che hanno ancora voglia di poter scegliere. e, quindi, di difendere chi produce e chi ama un cinema che ha meno visibilità, meno incassi, meno stampa, magari pure meno ammiccamenti e ovvietà (ditelo piano: c'è sempre chi vi accusa di razzismo, snobismo, passatismo, un -ismo si trova facile).


stasera alle 20.45, al cinema beltrade di via oxilia, se ne parla con, tra gli altri, antonio sancassani. il papà del mexico - domenico de monte de la scheggia e francesco magnani di cecinepas, paola corti di barz and hippo. tutta gente della tribù di cui sopra.

si parla ma, naturalmente, si guarda: alle 21.30, in via savona al 57, di fusaro e vergani, il documentario proprio sul cinema mexico, seguito da due corti, uganda, di fuscaldi (viaggio in due comunità locali) e uomo libero, di vincentini, saggio per il diploma alla scuola di cinema di milano.

la serata comincia alle 19.30 con l'aperitivo e l'ingresso costa 3 euro.

ma, a proposito di cinema indipendente, segnatevi il 5 luglio e poi ne riparliamo...

treninellanotte@gmail.com

venerdì 28 giugno 2013

zio alfred

siamo diventati una razza di guardoni (da la finestra sul cortile, di alfred hitchcock)

mi ricordo la sensazione che mi regalavano i film di hitchcock quando ero ragazzino. la tenda dietro cui si nasconde l'assassino di delitto perfetto mi suscita ancora inquietudine, ma confesso che ho sempre sperato nel successo dei criminali in nodo alla gola. oggi, continuo a sognare di rivedere la finestra sul cortile come un film sullo zapping. mentre l'età adulta mi ha fatto capire che quelle bionde magnetiche che si aggirano per i suoi film non sono corpi asessuati di un cinema potabile anche nella prima gioventù, ma veri e propri turbamenti in tailleur...

e allora, oltre alla mostra che palazzo reale dedica a zio alfred, vi segnalo la rassegna dei suoi film all'oberdan, al via lunedì. da psyco a gli uccelli (altro film immenso) passando per la donna che visse due volte, tutti in lingua originale. e c'è anche hopkins nei panni del maestro nel film di sacha gervasi. sconto incrociato: chi va alla mostra paga meno al cinema, chi ha la tessera della cineteca paga meno la mostra...

da consumarsi preferibilmente con - dalle edizioni frassinelli, grace kelly, di robert lacey

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domenica 23 giugno 2013

il senegal a milano

per chi ha il mal d'africa e per chi cerca di capire cosa sia: stasera all'ex paolo pini di via ippocrate 45 (un luogo a suo modo magico, credetemi), viene proposto il documentario effetto thioro, di alessandro penta, storia di mescolanza etnica vista attraverso gli occhi di una bambina che muove i suoi primi passi a milano e poi torna in un villaggio vicino a dakar, in senegal, dove è nato il padre.

un documentario che ha fatto il giro di diversi festival ed è stato premiato a bologna quest'anno. una storia di integrazione al contrario: thioro ha una mamma italiana che accompagna la figlia nel viaggio verso sud. il regista, alessandro penta, è un giovane psicologo modenese, già autore di via ippocrate 45.

la proiezione comincia alle 21.45, preceduta - dalle 20 - da degustazione di cibo senegalese e musica. ingresso libero.


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non di solo cinema (vive l'uomo)

ma io spero di non risultare irrispettoso se azzardo supporre che barbara de anna volesse che le bambine afghane andassero a scuola, al limite anche mangiando pizza e bevendo coca-cola. io, in qualità di zio compromesso con il sistema, credo in un mondo in cui mia nipote di otto anni possa dire (come dice) che il suo piatto preferito è il kebab. e pazienza per i prodotti tipici.

mauro covacich, il corriere della sera del 22 giugno, sulla morte di barbara de anna


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