mercoledì 15 maggio 2013

faccio cinema per schermi grandi: a tu per tu con giuseppe tornatore

insomma, anche se non vado matto per tornatore, alla fine alla lezione di stamattina al museo del cinema - voluta per salutare l'uscita in dvd de la migliore offerta - sono andato. due ore affascinanti a sbucciare un film e un modo di fare cinema e di amarlo. peccato che la sala non fosse piena. ma milano è così, tronfia, distratta e vuota.

comunque, ecco i miei appunti sparsi del tornatore-pensiero.

come nasce un film - amo la fase dell'incubazione: se avete un'idea per un film o una storia, non scrivete subito, lasciatela maturare. se vi torna in mente, magari per mesi, arriverà naturalmente il momento di scriverla. al contrario, più vi sforzate di scrivere senza che l'idea sia maturata, più fatica farete.

la migliore offerta - avevo in mente due spunti, la storia di una ragazza agorafobica e la storia di un banditore d'aste. uno dei due spunti risale agli anni '80. ma non trovavo il modo di svilupparli. poi ho pensato di intrecciarli. del banditore d'aste mi affascina l'idea che debba dare un valore alle cose. e poi c'è un aneddoto: continuavo a ricevere per posta dei cataloghi d'arte e, alla lunga, mi hanno incuriosito. nella casella della posta, oltre alle bollette, ci possono essere belle storie. ho visto sei o sette aste, fra italia e new york. perché la migliore offerta? è il nome che viene dato a oggetti di scarso valore che non hanno una base d'asta: si parte dalla migliore offerta del pubblico. un concetto che mi ha fatto riflettere, perché la migliore offerta può essere la più alta. ma, negli appalti, è la più bassa...

vero e falso - il film, che non è un thriller, dice, fin da subito, che nel vero c'è sempre una parte di falso. e che devi sporcarti con la vita, con le sue sconfitte, per imparare ad andare avanti. il protagonista è un uomo gelido e scostante che, alla fine, si trasformerà. basta guanti, basta tintura nei capelli. una donna mi ha detto: "lo sa che alla fine virgil è più bello?". 

geoffrey - con geoffrey rush ho discusso per ore del personaggio. è il tipo di attore che incarna un ruolo a tal punto da rendere inutile che si porti sul set la sceneggiatura. altri attori sono più stitici. comunque solo gli interpreti più importanti avevano tutta la sceneggiatura: nei copioni per la troupe ho fatto togliere sei scene. non volevo che trapelasse nulla. ed era molto divertente ascoltare le ipotesi sulla trama che circolavano sul set...

location - me lo chiedono in tanti: no, il locale di praga, alla fine del film, non esiste. sarebbe pericoloso, con tutti quegli orologi. pensate se si incastrasse una sciarpa... in studio abbiamo girato pochissimo: il caveau di virgil, la sala con l'appartamento nascosto... il resto è autentico, ma l'abitazione del protagonista è composta da scene girate in città diverse.

scrivere - quando scrivo un film mi isolo, in albergo, a casa di amici, in un posto mio. non voglio vedere nessuno, non voglio ascoltare i problemi altrui. non voglio perdermi nei labirinti degli altri mentre sto cercando il mio, di labirinto.

automa - c'è chi ha visto omaggi a visconti e hitchcock nel film. o a scorsese per via dell'automa e di hugo cabret. ma non c'era nessun omaggio. capita. la storia che tu stai raccontando - stai certo - la sta già raccontando qualcun altro.

digitale - adoro la pellicola, ma il digitale sta rendendo il cinema accessibile come la scrittura. vuoi fare un libro? basta che tu sappia scrivere. se sei bravo, trovi un pubblico. così sarà il cinema: con un computer puoi già ambientare - per dire - una scena al colosseo senza mettere piede a roma. arriveremo a fare i film da soli. i giovani registi italiani non dovranno più essere specializzati in crisi del cinema italiano. un dato: nel mondo crescono i consumatori di film ma cala la produzione. l'industria non è più al passo con i tempi. anni fa conobbi lo scrittore gabriel garcia marquez. mi chiese con che computer scrivessi. "non ho un computer". "stupido! prima scrivevo un libro ogni 7 anni, da quando ho un computer, uno ogni 3. mi porto dietro il lavoro". e mi mostrò una schedina di memoria.

italia - non esportiamo film all'estero? solo gli usa esportano film all'estero, che io sappia.

italia 2 - se mi piace il cinema italiano? a me piace qualsiasi film. bastano due buone sequenze e un film mi piace.

schermi - so che c'è gente che vede i miei film su uno schermo portatile di pochi centimetri. ma io continuo a fare cinema per schermi grandi.

cosa c'è da vedere a milano-l'agenda di treninellanotte - domani torna winding refn al cinema beltrade

soldini all'anteo, domani sera alle 20, con il doc altri occhi (ingresso, 3 euro)

treninellanotte@gmail.com

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